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12 maggio 2026

Inevitabile entropia

 


 

MAGGIO

 

le vedi le mie rose come le strina

e le strugge.

                      Ha annerito le foglie al vento

e ora le corolle imputridiscono

le mie corolle le corolle immense

tenere come teste di bambino

delle mie rose;

                              e c’era voluto intero un inverno

per rafforzarne le radici.

                                            Vedi,

questa stagione assassina

come le azzanna.

                               Dov’è,

l’anello che non tiene, l’improbabile

regno delle sequenze dove l’entropia

sia scancellata, dove io

e tu e le rose la primavera non le marcisca.

 

Helle Busacca (Sampiero Patti, 1915-1996), da Helle Busacca - Poesie scelte, Ripostes Editore, 2002

 

♫Steve Reich – Music For 18 Musicians - https://www.youtube.com/watch?v=1oOmUi4HGt0

26 ottobre 2018

“L’arte di perdere”

 


“Così tante cose sembrano aspettare di essere perse” si legge in questa poesia, e ancora: “Ogni giorno perdi qualche cosa, (…) allora impara a perdere di più, a perdere più in fretta”… non rimane dunque che abituarsi a perdere qualcosa di poco importante, ogni giorno, per sopportare perdite maggiori?

***

Una sola arte

L’arte di perdere non è difficile da imparare;
così tante cose sembrano aspettare
di essere perse, che perderle non è un disastro.
Accetta l’ansia
di chiavi perdute, di un’ora spesa male.
L’arte di perdere non è difficile da imparare;
allora impara a perdere di più, a perdere
più in fretta:
luoghi e nomi e dov’è che avevi in mente
di andare. Non sarà mai un disastro.
Ho perso l’orologio di mia madre. E guarda!
l’ultima
o la penultima di tre amate case ho perso.
L’arte di perdere non è difficile da imparare.
Ho perso due città, belle. E, più vasti,
i regni che possedevo, due fiumi, un continente.
Mi mancano, ma non è poi un disastro.
Anche perdere te (la voce giocosa, i gesti
che amo) sarà la stessa cosa. È evidente
che l’arte di perdere s’impara fin troppo presto
anche se pare (scrivilo!) un disastro.

Elizabeth Bishop, (Worcester, 1911 – Boston,  1979), traduzione di Gabriella Sica, da Emily e le Altre, di Gabriella Sica, Cooper, 2010

*ascoltando Placebo – Where is my mind https://www.youtube.com/watch?v=YVFLgx8o7XM