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22 febbraio 2026

L'innocenza degli alberi


(... l'inarrivabile innocenza degli alberi)

*** 

 

Ma, ormai, se qualcuno invidio, è l'albero.
 
Freschezza e innocenza dell'albero! Cresce a suo modo.
Schietto, sereno. Il sole, l'acqua lo toccano in ogni foglia.
Perennemente ventilato.
Tremolio, brillare del fogliame come un linguaggio
sommesso e persuasivo!
 
Più che d'uomini ho in cuore fisionomie d'alberi.
Ci sono alberi scapigliati e alberi raccolti come mani 
che pregano. Alberi che sono delicate trine sciorinate; 
altri come ceri pasquali. 
Alberi patriarcali vasti come case, rotti dalla fatica di 
spremer fuori la dolcezza dei frutti.
C'è l'albero della città, grido del verde, unica cosa ingenua 
nel deserto atroce.
Ma più di tutti due alberi ricordo, che crescevano 
da un letto di torrente, allato, come svelti fratelli.
Essere un albero, un comune albero...


 Camillo Sbarbaro, da Anche gli alberi cantano. Le piante in poesia, a cura di Giovanni  Tesio, Interlinea ed., 2024, p. 147

 

♪♪♪ ascoltando Michael Hedges - The Magic Farmer-  https://www.youtube.com/watch?v=cdLddmJoEjQ&list=PLDA7CCE512D7005BE&index=9

20 maggio 2016

Passi incerti

 


“Taci, anima stanca di godere / e di soffrire (all’uno e all’altro vai/rassegnata). […] Invece camminiamo. / Camminiamo io e te come sonnambuli…”

Camillo Sbarbaro, da Pianissimo, 1914

Basta con il solito pessimismo,  sì, dai, basta, basta! (Però resta difficile mantenere il passo).

 

Da un’asse all’altra avanzavo
così lenta, prudente.
Sentivo le stelle sul capo,
e sotto i piedi il mare.

Questo solo sapevo: un altro passo
poteva essere l’ultimo.
Ed avevo quell’andatura incerta
che chiamiamo esperienza.

Emily Dickinson, n. 875 da Tutte le poesie, Mondadori, traduzione di Marisa Bulgheroni

 ***

La sosta

Con un gelato davanti
e la morte dentro la mente
seduto a un bar di Piazza Marina,
guardo due mosche amarsi sulla mia mano,
come colpi di batticuore
odo martelli battere sulle rotaie,
mi chiedo perché vivo,
che grido o che caduta m’aspetta dietro l’angolo,
rammento un altro sole rovente come questo
sulla mia testa rasa di soldato,
un’altra attesa, un’altra fuga, un’altra tana.
Ora pago, mi alzo, questo giorno è sbagliato,
questo e gli altri di prima, sono un uomo infelice.

Gesualdo Bufalino, da L’amaro miele, Einaudi, 1982

°ascoltando Dire Straits - Walk of Life