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3 maggio 2026

Sassi nel torrente


 (Restando ad ascoltare)

 

Se si rimane a lungo

seduti sulla sponda di un torrente

e con il solo scopo di lanciare dei sassi ad un cane

per vedere quant’è bravo

a sprofondare il muso per recuperarli

può darsi che dopo il ventesimo

quarantesimo lancio il respiro dell’acqua

cominci a farsi condiviso

perché porterebbe con sé

a ogni sasso una presenza che mancava:

non solamente mamma babbo amici care e fidanzate

ma tutti quelli del pianeta, da che mondo è mondo

ritornati alla terra.

 

A chi per disgrazia

fosse poco animista si consiglia

di prolungare il tempo della sosta

o aumentare il numero dei lanci.

 

Stefano Dal Bianco, da Paradiso, Garzanti, 2024

 

♫ Tobias Picker- Old and Lost Rivers - https://www.youtube.com/watch?v=xgaGQxEXwPw


31 gennaio 2026

Trattenendo il respiro

 

Trattenendo il respiro per non perdere l'equilibrio su questo filo sospeso 

 

tra cielo___________________________ e terra

 

***

 

Dopo tre giorni di piogge sottili

è più forte l'odore delle querce

quando ci si passa sotto

e si scontra con quello agro della terra

che non conosce altro modo per manifestarsi

a noi che siamo in mezzo

e pur senza volere

partecipiamo di entrambi

e respiriamo questo gioco di alti e bassi

senza la grazia di una comprensione vera

di quanto ci sostenga o ci sovrasti.

Così nell'incertezza tratteniamo il respiro

acceleriamo il passo

e cerchiamo un rifugio tra l'asfalto e il cielo.

 

Stefano Dal Bianco, da Paradiso, Garzanti, 2024

 

♫🎝ascoltando  Bert Jansch - Running From Home - https://www.youtube.com/watch?v=M3mGV5pDDsM

30 dicembre 2025

Solo attimi, ma…

Ill. di Jessiaca Roux, da Woodland Wardens - Card Oracle Deck
 


… attimi che diventano esperienza piena, trasformativa, quasi guaritivi. Ne hai vissuti di attimi così?

*** 

Devo qui ringraziare

quella coppia di daini sulla strada

che mi ha dato una scossa

di paura improvvisa

e che non è scappata presto

permettendo alla scossa di durare,

di lasciarsi toccare

dall’anima del mondo

per un lungo momento sulla strada.

 

Stefano Dal Bianco, da Paradiso, Garzanti, 2024

 

♫ascoltando René Aubry – Invités sur la terre - https://www.youtube.com/watch?v=VJz0U99f4vQ

28 dicembre 2025

Fili e fili

Ci sono cose che pur non sembrando - in un primo momento - importanti, ci attraversano in profondità (e non hanno bisogno di essere spiegate per essere vere).

*** 

Camminando per la mia stradina al buio
ho attraversato un filo
di ragnatela, e me ne sono accorto
perché l’ho attraversato con la faccia
mentre camminavo.

Così mi accorgo sempre
quando un altro filamento mi attraversa,
ben diverso, anche se ora non ho tempo
di spiegare cosa sia, adesso,
che mi fa concentrare su qualcosa
di molto più importante,

però questo secondo filo
mi attraversa veramente
da parte a parte, e non importa
che ora non sia importante.

Stefano Dal Bianco, da Paradiso, Garzanti, 2024

 

♪♪ascoltando Simeon ten Holt – Canto Ostinato - https://www.youtube.com/watch?v=SOZEZc_OGM4


13 dicembre 2025

Rinascite


  (C'è sempre una primavera)

*** 

Sotto le foglie secche cresce l’erba
e le solleva di quel tanto
che basta a farle star sospese,
loro nel loro inverno che diviene un limbo
lei che rinasce a ogni primavera
ultima prova del grande disegno
che tiene conto di tutto ciò che muore
e lo restituisce al vento, e a chi resta.

Stefano Dal Bianco, da Paradiso, Garzanti, 2024

 

♬♫ascoltando Loreena McKennitt - The Mummers' Dance - https://www.youtube.com/watch?v=uwh3IP6q0v4&list=RDuwh3IP6q0v4&start_radio=1

8 dicembre 2025

Via col vento (d'autunno)

               
 
                    Io non so come il vento d’autunno
apra alle foglie la loro via di scampo,
né so perché sia così facile
arrivare alla terra,
o come si congiunga il pensiero di noi, dal primo piano
a ciò che lentamente in fondo al bosco
si colora di morte
e a ciò che nell’alto dei cieli
si prepara per l’anno a venire.

Ma non è indifferente
il profilo della luce fra le nubi
e qualche foglia, del resto, viene qui
spinta dal vento
ad accostare i nostri vetri chiusi,
come se fosse necessaria una chiamata,
una foglia che voli verso l’altro
e ci porti con sé
in una vita di stagioni.
 
Stefano Dal Bianco, da Paradiso, Garzanti, 2024 

 

♫ascoltando  Will McNicol -Ashokan Farewell (di Jay Ungar)· https://www.youtube.com/watch?v=CNtPZVVg09I


19 novembre 2024

Un gesto poetico

 


 

Poesia che ha bisogno di un gesto


Ho posato una ciotola di sassi
tra me e voi, sul pavimento.
L’ho fatto perché vorrei parlarne
ma non mi fido delle mie parole.
Mi piacerebbe che riuscissimo a parlare
esattamente della stessa cosa
senza che nessuno debba far finta di aver capito
e senza che nessuno si senta incompreso:
io, nella fattispecie.

Vorrei parlare di questi sassi, ma non della loro forma o del loro colore, e nemmeno della loro sostanza o del loro peso.
Vorrei parlare di questi sassi, ma prima vorrei essere sicuro di non essere frainteso.
Per esempio, nemmeno del mio gesto mi posso fidare: forse è sembrato un gesto teatrale, magari fatto male, senza stile, ma pur sempre con dentro qualcosa di simbolico. Invece io non voglio questo. Io vorrei che tutta l’attenzione si concentrasse proprio sui sassi che stanno lì

e al tempo stesso che questa fosse più simile a una poesia che a un monologo.
E un’altra cosa non vorrei: che questa dei sassi fosse considerata una ‘trovata’; perché sarebbe vero solo in parte: io sono veramente preoccupato che noi veramente non parliamo la stessa lingua, ed è così che ho scritto una poesia dimostrativa. Ma io sono preoccupato soprattutto in questo momento, ed è un momento, un attimo, in cui non voglio dimostrare niente, voglio solo andarmene contento, nella sicurezza di aver parlato con qualcuno, e che qualcosa sia successo. Non mi interessa se ciò che sto facendo sia vecchio o nuovo, bello o brutto, ma mi dispiacerebbe se fosse inteso come falso, e sto rischiando. Di solito scrivo delle cose che mi sono abituato a chiamare poesie, ma se questa cosa di questo momento non dovesse funzionare, non dovesse essere compresa, tutto ciò che ho scritto e che scriverò non avrebbe scopo.

Allora, vorrei che ci si concentrasse su quei sassi. Non perché siano importanti di per sé, e non perché siano un simbolo di qualcosa, ma proprio perché sono una cosa come un’altra: sassi.

Hanno però delle qualità: sono visibili e toccabili, sono tanti e sono separati.
Noi dobbiamo stare con i sassi.
Sono una cosa del mondo.
E dobbiamo cercare di capirli.
È per questo che ho scritto una poesia che ha bisogno di un gesto e di un pensiero.

 Adesso io starei qualche secondo in silenzio, pensando ai sassi.

Stefano Dal Bianco (Padova, 1961), da Ritorno a Planaval , Mondadori, 2001

°ascoltando Les Trois Lézards - Les Hommes Poétiques - https://www.youtube.com/watch?v=-yrorBt59Lk

11 giugno 2024

Nella lista delle cose da fare: luccicare

 




(Abbi cura di luccicare)

***

 

Un certo raggio della luna bianca di stanotte
ha attraversato il cielo e ha raggiunto me
il cane Tito e poi l’asfalto.
Io in ritardo me ne sono accorto, il cane Tito
credo era distratto
e l’asfalto ha luccicato per un attimo
sostituendosi con garbo alla
inadempienza di Tito
e alla mia.

Stefano Dal Bianco, da Paradiso, Garzanti, 2024

°ascoltando  René Aubry – Demi lune https://www.youtube.com/watch?v=fLQja5nzdbU

5 giugno 2024

Vecchie lenzuola

 




… e altri cari fantasmi del passato: qual è il fantasma/testimone/pezzo (e non necessariamente di stoffa) del passato a cui sei particolarmente affezionat*?

~ ~ ~

 

Lenzuola

Ho due lenzuola vecchie di vent’anni
e una federa a fiori
che tengo in casa per gli amici intimi,
usandole sempre ma ogni volta pensando
e pregando, temendo lo strappo
che deve seguire al lavaggio,
ogni volta congetturando
un utilizzo diversificato dei ritagli
come tendina, fazzoletto, come involucro antipolvere,
come sacca per le pantofole.

I miei amici non lo sanno che ogni volta un poco tremo
a vederli dormire beati
nel sudario di un passato solo mio
che ogni volta per loro si assottiglia e ogni volta,
grazie a loro, mi tortura.

Stefano Dal Bianco (Padova, 1961), da Ritorno a Planaval, Mondadori, 2001, p. 49

°ascoltando Explosions in the Sky – Welcome Ghosts https://www.youtube.com/watch?v=xTw-CwypKdk

27 novembre 2022

Non ci sono più

 

Ill. tratta da Jimmy Liao, “Incontri disincontri”, Terre di Mezzo, 2017


“Nessuno mi chieda di mentire più”, raccomanda il poeta nella chiusa della poesia.
Che poi, bisogna anche esser capaci di mentire, non è così scontato saperlo fare (tu sei buon* o no a mentire?).

***

A uno dei tanti che rimarranno fermi

Che cosa posso dirti di me, di dove sono,
che tu potessi raccontare agli altri…

Racconta loro che non ci sono più,
che sono un altro, fatto simile ad altri,
che non ho più tempo per nessuno,
che ho perso la testa e l’ho rimessa a posto,
e che mi sono convertito ad altra vita,
alle leggi di un dio che non è qui
e che perciò mi chiede conto.

Che nessuno si preoccupi per me,
che nessuno mi chieda di avere pietà,
che nessuno mi chieda di mentire più.

Stefano Dal Bianco, da  Prove di libertà, Mondadori, 2012

°ascoltando Uriah Heep – Traveller In Timehttps://www.youtube.com/watch?v=MAPGAjl7V2s