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5 maggio 2026

Errori


«È vivo, può sbagliare… » si legge nella prima poesia che  è riportata qui sotto. Infatti commettere errori è una caratteristica di cui non ci si può liberare del tutto, nessuno ci riesce. Ma imparare dai propri sbagli non è vietato (non ancora, almeno).

*** 

Numero sbagliato

Nella pinacoteca squillò il telefono,
squillò a mezzanotte tra i quadri alle pareti;
poteva svegliare i dormienti, se c’erano,
ma qui abitano solo insonni profeti,
soltanto re sbiancano al chiarore lunare,
del tutto indifferenti a quel che c’è da guardare
e, vivace all’aspetto, la moglie del notaio
osserva l’aggeggio che squilla sul caminetto.
ma no, non mette via il suo bel ventaglio,
come gli altri resta appesa, colta sul non fatto.
Superbamente assenti, con ricche vesti o senza,
trattano quell’allarme con noncuranza,
in essa c’è, lo giuro, assai più humor nero
che se dalla cornice scendesse un condottiero
(a cui solo il silenzio fa fischiare le orecchie).
E il fatto che qualcuno continui a richiamare,
provando in buona fede all’apparecchio
un numero inesatto? È vivo, può sbagliare.

Wislawa Szymborska, da Opere, Adelphi, 2008, traduzione a cura di Pietro Marchesani

Pioggia  

Mi sono svegliato stamattina con
una gran voglia di restare a letto tutto il giorno
a leggere. Ho cercato di combatterla per un minuto.

Poi ho guardato fuori dalla finestra alla pioggia.
E mi sono arreso. Mi sono affidato totalmente
alla custodia di questa mattinata piovosa.

Rivivrei la mia vita un’altra volta?
Rifarei gli stessi imperdonabili errori?
Sì, se appena potessi, sì. Li rifarei.

 

Raymond Carver, da Orientarsi con le stelle – Tutte le poesie (All of us), Minimum Fax, traduzione di Riccardo Duranti e Francesco Durante

 

♪♪♪ ascoltando Cat Stevens - The Wind https://www.youtube.com/watch?v=W4-IZTZkTY8


20 febbraio 2026

Un altro No!

No! Non diventiamo oggetti impassibili, non facciamoci bollire nel pentolone a fuoco lento: non perdiamo la capacità di stupirci (e di arrabbiarci)!

*** 

 

Lo specchio

 

Sì, mi ricordo quella parete

nella nostra città rasa al suolo.

Si ergeva fin quasi al sesto piano.

Al quarto c’era uno specchio,

uno specchio assurdo

perché intatto, saldamente fissato.

 

Non rifletteva più nessuna faccia,

nessuna mano a ravviare chiome,

nessuna porta dirimpetto,

nulla cui possa darsi il nome

“luogo”.

 

Era come durante le vacanze –

vi si specchiava il cielo vivo,

nubi in corsa nell’aria impetuosa,

polvere di macerie lavata dalla pioggia

lucente, e uccelli in volo, le stelle, il sole all’alba.

 

E così, come ogni oggetto fatto bene,

funzionava in modo inappuntabile,

con professionale assenza di stupore.

 

Wislawa Szymborska, da Basta così, Adelphi, 2012, traduzione di Silvano De Fanti

 

♪♪♪ un brano musicale per 'restare svegli': The Mahavishnu Orchestra - Vital Transformation

https://www.youtube.com/watch?v=boOu0L45M44

7 settembre 2025

M di miracolo

Che cos'è per te un miracolo? La poetessa sembra suggerire  come non servano eventi eccezionali per parlare di miracolo: l’esistenza stessa è un miracolo, perché avrebbe potuto non esserci nulla,  il vero miracolo è che il mondo ci appaia, che noi possiamo viverlopensarlo e addirittura immaginarlo. Che ne pensi?

*** 

La fiera dei miracoli
 

Un miracolo comune:

l'accadere di molti miracoli comuni.

 

Un miracolo normale:

l'abbaiare di cani invisibili

nel silenzio della notte.

 

Un miracolo fra tanti:

una piccola nuvola svolazzante,

che riesce a nascondere una grande pesante luna.

 

Più miracoli in uno:

un ontano riflesso sull'acqua

e che sia girato da destra a sinistra,

e che cresca con la chioma in giù,

e non raggiunga affatto il fondo

benché l'acqua sia poco profonda.

 

Un miracolo all'ordine del giorno:

venti abbastanza deboli e moderati,

impetuosi durante le tempeste.

 

Un miracolo alla buona:

le mucche sono mucche.

 

Un altro non peggiore:

proprio questo frutteto

proprio da questo nocciolo.

  

Un miracolo senza frac nero e cilindro:

bianchi colombi che si alzano in volo.

 

Un miracolo – e come chiamarlo altrimenti:

oggi il sole è sorto alle 3.14

e tramonterà alle 20.01.

 

Un miracolo che non stupisce quanto dovrebbe:

la mano ha in verità meno di sei dita,

però più di quattro.

 

Un miracolo, basta guardarsi intorno:

il mondo onnipresente.

 

Un miracolo supplementare, come ogni cosa:

l'inimmaginabile

è immaginabile.

 

Wislawa Szymborska, da Gente sul ponte,  

in La gioia di scrivere - Tutte le poesie (1945-2009), Adelphi, 2009 

 

♫♩ ascoltando The Beatles - Across The Universehttps://www.youtube.com/watch?v=90M60PzmxEE

 

(per altre lettere delll'alfabeto, puoi leggere qui)


4 giugno 2025

Un silenzio gentile



Questa mattina parlavo con la piantina che ho sul balcone e mi diceva cose con un silenzio così gentile... o forse era gentilezza silenziosa?

P.S. ... comunque la piantina era una kalanchoe, nulla di più "estroso" :-)

*** 

 

Il silenzio delle piante

 

La conoscenza unilaterale tra voi e me
si sviluppa abbastanza bene.

So cosa sono foglia, petalo, spiga, stelo, pigna,
e cosa vi accade in aprile, e in dicembre.

Benché la mia curiosità non sia reciproca,
su alcune di voi mi chino apposta,
e verso altre alzo il capo.

Ho dei nomi da darvi:
acero, bardana, epatica,
erica, ginepro, vischio, nontiscordardimé,
ma voi per me non ne avete nessuno.

Viaggiamo insieme.
E quando si viaggia insieme si conversa,
ci si scambiano osservazioni almeno sul tempo,
o sulle stazioni superate in velocità.

Non mancherebbero argomenti, molto ci unisce.
La stessa stella ci tiene nella sua portata.
Gettiamo ombre basate sulle stesse leggi.
Cerchiamo di sapere qualcosa, ognuno a suo modo,
e ciò che non sappiamo, anch’esso ci accomuna.

Io spiegherò come posso, ma voi chiedete:
che significa guardare con gli occhi,
perché mi batte il cuore
e perché il mio cuore non ha radici.

Ma come rispondere a domande non fatte,
se per giunta si è qualcuno
che per voi è a tal punto nessuno.

Epifite, boschetti, prati e giuncheti –
tutto ciò che vi dico è un monologo
e non siete voi che lo ascoltate.

Parlare con voi è necessario e impossibile.
Urgente in questa vita frettolosa
e rimandato a mai.

 

Wisława Szymborska, da Attimo, Scheiwiller, 2002, traduzione di Pietro Marchesani

 

°ascoltando Small Plant - Neighbouring Trees - https://www.youtube.com/watch?v=Tmt-pA7AYN4&list=OLAK5uy_m684hm31cE_8_Xq_gJLMv2Pi1C8Y-BJdk&index=4

12 ottobre 2024

Un peso

 


Ha ragione la poetessa qui sotto: che ci piaccia o no ogni nostra azione ha un peso politico, ogni scelta influisce sul mondo vicino a noi e anche su quello lontano. Certo, è più facile dimenticarci di questo fatto (che si chiama responsabilità), ma poi…

***


Siamo figli dell’epoca,
l’epoca è politica.
 
Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.
 
Che ti piaccia o no,
i tuoi geni hanno un passato politico,
la tua pelle una sfumatura politica,
i tuoi occhi un aspetto politico.
 
Ciò di cui parli ha una risonanza,
ciò di cui taci ha una valenza
in un modo o nell’altro politica.
 
Perfino per campi, per boschi
fai passi politici
su uno sfondo politico.
 
Anche le poesie apolitiche sono politiche,
e in alto brilla la luna,
cosa non più lunare.
Essere o non essere, questo è il problema.
Quale problema, rispondi sul tema.
Problema politico.
 
Non devi neppure essere una creatura umana
per acquistare un significato politico.
Basta che tu sia petrolio,
mangime arricchito o materiale riciclabile.
 
O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma
si è disputato per mesi:
se negoziare sulla vita e la morte
intorno a un rotondo o quadrato.
 
Intanto la gente moriva,
gli animali crepavano,
le case bruciavano
e i campi inselvatichivano
come in epoche remote
e meno politiche.
 

Wislawa Szymborska, da Vista con granello di sabbia, traduzione di Pietro Marchesani, Adelphi Edizioni, 1998

 

°ascoltando Elvis Costello & The Attractions – (What’s So Funny ‘Bout) Peace, Love And Understanding - https://www.youtube.com/watch?v=KCGlwx3L-Xk