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20 maggio 2026

… "E gli iris blu?"

Come dice la poetessa, ci sono alcune domande che si potrebbero fare…

***

Alcune domande che potresti fare

 

È solida l’anima, come il ferro?
O è tenera e fragile, come
le ali della falena nel becco del gufo?
Chi ce l’ha, e chi no?
Continuo a guardarmi intorno.
Il viso dell’alce è triste
come il volto di Gesù.
Il cigno spalanca le sue bianche ali con lentezza.
D’autunno, l’orso nero smuove le foglie nel buio.
Una domanda porta ad un’altra.
Ha una forma? Come un iceberg?
Come l’occhio di un colibrì?
Ha un polmone, come il serpente e la capasanta?
Perché dovrei averla io, e non il formichiere
che ama i suoi figli?
Perché dovrei averla io, e non il cammello?
Pensandoci bene, e gli aceri?
E gli iris blu?
E le piccole pietre, che siedono sole al chiaro di luna?
E le rose, e i limoni, e le loro foglie lucenti?
E l’erba?

*

Some questions you might ask

 

Is the soul solid, like iron?
Or is it tender and breakable, like
the wings of a moth in the beak of the owl?
Who has it, and who doesn’t?
I keep looking around me.
The face of the moose is as sad
as the face of Jesus.
The swan opens her white wings slowly.
In the fall, the black bear carries leaves into the darkness.
One question leads to another.
Does it have a shape? Like an iceberg?
Like the eye of a hummingbird?
Does it have one lung, like the snake and the scallop?
Why should I have it, and not the anteater
who loves her children?
Why should I have it, and not the camel?
Come to think of it, what about the maple trees?
What about the blue iris?
What about all the little stones, sitting alone in the moonlight?
What about roses, and lemons, and their shining leaves?
What about the grass?

Mary Oliver (Ohio, 1935- 2019), da Blue Iris: Poems and Essays, 2004

 

🎝♫John Renbourn - Blues In A -  https://www.youtube.com/watch?v=mtpJZ2eXbHk

20 marzo 2026

Consolazione

  (per fortuna tra poco tornano le fragole,  e speriamo ovunque)

*** 

solo alle fragole


a tutte le domande che senza tempo
hanno tormentato le mie mani
ー e smetterò mai di mordicchiarmi le unghie?
è una domanda, un' altra 
 ho cercato
di sovrapporre una risposta: ho chiesto
a tutti e ho chiesto alle nuvole
ai libri alle foglie, ho chiesto e ho chiesto.
Ho invocato risposte, ma risposte
non ho mai avuto. Solo alle fragole,
in un giorno di stanchezza, ho concesso
di non rispondere, anzi di più
non ho proprio chiesto nulla.
 

È stato allora che qualcosa ho capito

 

Irene Marchi, da Mancano le indicazioni, Officine Editoriali, 2023 

 

♪♪  The Beatles - Strawberry Fields Forever - https://www.youtube.com/watch?v=HtUH9z_Oey8

3 febbraio 2026

Domande

 

 

... alla finestra

 

II

Finestra strana, tu mi proponi l’attesa;
si muove appena la tua tenda grigia.
Mi arrendo o mi difendo dal tuo invito?
Io non lo so, finestra. Chi dovrei aspettare?

 

Non sono io puro, con questa vita in ascolto,
col cuore colmo di un’assoluta assenza?
E questa strada che mi oltrepassa e il dubbio
che il dono trabocchi, in cui si fermi il sogno?

 

Rainer Maria Rilke, da Finestre (Les Fenêtres), 1927, traduzione di Lucetta Frisa

 

♪♩♪ ascoltando George Harrison – Be Here Now -  https://www.youtube.com/watch?v=oSYmD6kHdKo

18 gennaio 2026

Senza data...


 ... e senza risposta

***

Tre interrogativi, senza data

 

I

Ho già toccato la meta?...

Son già anch’io, sul pianeta,

soltanto uno dei suoi tanti

- smarriti - disabitanti?...

II

Quando non sarò più in nessun dove

e in nessun quando, dove

sarò, e in che quando?...

III

Sfondata ogni porta,

abbattute le mura,

è il cosiddetto Infinito

la nostra vera clausura?...

 

Giorgio Caproni, da Res amissa, 1991 (ed.postuma), Garzanti

 

♫ascoltando Avishai Cohen Trio - Seven Seas -  https://www.youtube.com/watch?v=hjp4D3d4-KA

 

28 giugno 2025

A di attoniti (e S di smarriti)


Ill. di Mara Gerri, in L’albero di lillà (testi di di Maria Teresa Andruetto), Gallucci, 2022, pag.19

(Attoniti e smarriti: un po' tutti)

*** 


che cazzo di minestra

è la vita amore mio

che ci conosciamo

senza conoscerci

ci parliamo

senza parlarci

e guardiamo dritto davanti

con gli occhi a palla dipinti

 

Dacia Maraini, da Pane e cioccoloata, in Amando troppo. Poesie 1966-1998, Rizzoli, 1998 

 

°ascoltando René Aubry - Night Run - https://www.youtube.com/watch?v=FZqwNTJuFg8

 

(per altre lettere dell'alfabeto, puoi leggere qui: https://lapoesianonsimangia.blogspot.com/search/label/Alfabeto) 

27 giugno 2025

Chi lo sa…


Illustrazione di Emily Winfield Martin

(Continuo a sperare di rinascere fiore)

***

 

Le cose che non so

Le cose che non so
sono tante ma proprio tante tante
sono più delle lacrime tardive
di tutti i coccodrilli, più delle armi
vendute per comprare poca pace
– e molto finta– le cose che non so
nemmeno tutte te le so elencare

 – ma forse sono solo cose sciocche –

ad esempio non so perché la luna
ancora ci stia a guardare non so
perché nel mare è più la plastica
del sale e poi: se mai diventerò
un fiore,  vorrà una farfalla
anche su di me posarsi piano?

Irene Marchi, da Mancano le indicazioni, Officine Editoriali, 2023

 

°ascoltando Little Wing (cover by Stevie Ray Vaughan) https://www.youtube.com/watch?v=An4uDegHB8s


 

24 maggio 2025

 


 

 

questa mattina in ospedale

fisioterapie esami controlli

viavai ininterrotto

lo sforzo per ogni singolo momento

di ogni singola vita

questa mattina sul giornale

ospedali  bombardati

mille e mille vite senza più vita

in un singolo momento

e ininterrottamente

senza senso

 

i.m.2025

11 maggio 2025

Domande, richieste, preghiere

 


 (2025, un giorno qualunque...)

***

 

Parole per un amico che si chiama Dio

 

1962
un giorno qualunque.
Gli uomini hanno messo in orbita
un’altra capsula.
L’astronauta ha detto che la terra
è una pallina blu con tempeste
e che tu non c’eri né dentro né fuori.
Passa il tempo.
C’è lo stronzio-90 nella respirazione,
c’è nella luce,
cade sugli asini e sui loro carichi di fiori.
Passa il tempo.
Il sole, il tuo sole si distende
in lingue dolci sulla campagna,
brucia la pelle dell’acqua e degli amanti
e un alito di fornicazione ascende.
Passa il tempo.
Uno non si stanca di essere vivo
anche se continua ad annodarsi la cravatta,
anche se si sente il crepitio
delle mitragliatrici,
anche se la morte cade ingrassando la terra.
Insomma amico Dio:
è il 1962
in tutti i calendari
e popoli oscuri continuano avvolti nella loro febbre,
costruiamo case e bombardieri
sotto le cui ali stanno distese
le città che non conosciamo.
Non ho altro da raccontarti.
Sono solo come un nuovo venuto.
Magari mi compro un elefantino
da regalare a qualcuno
e anche se tu non ci sei né dentro né fuori
ti chiedo dai miei denti di mais
che nessuno se ne vada d’estate.

Mario Rivero (Colombia, 1935), da Sudamericana – 27 poeti dell’America Latina, Mondadori, 1999, traduzione di Hugo García Robles e Umberto Bonetti

 

°ascoltando Giulio Wilson & Inti Illimani - Vale la pena https://www.youtube.com/watch?v=EhoXtcdRcSM&t=6s

 

9 febbraio 2023

Che pesce sei?

 


Illustrazione tratta da Libero come un pesce, Jimmy Liao, Terre di Mezzo Editore, 2020


È carnevale, siamo tutti travestiti da pesce: tu quale sei?

***

Un pesce che non vuole piangere

Una bambina mi chiede se un Pesci può vincere mai contro un Ariete (cioè suo fratello). E se i Pesci, soprattutto, impareranno un giorno a mordere. Io le rispondo che certo i pesci mordono, ci sono gli squali ad esempio e i piranha, però vivono in mare e per questo sono sempre in armonia con l’universo. Lei mi guarda storto e mi risponde io non voglio l’armonia, voglio essere asociale e imparare a difendermi da quelli che non mi capiscono. E poi, aggiunge, voglio capire se rido troppo (ma non ride abbastanza) e se i pesci, per il fatto che vivono in armonia col mare e il mare è tutto salato, sono destinati a piangere per sempre. Cosa sono questi discorsi tristi, le chiede sua madre, e perché dovresti piangere? Ma io non voglio piangere, aggiunge la bambina abbracciandola, sono un pesce che non vuole piangere nemmeno quando è in mare! è un verso così bello questo del pesce che non vuole piangere, le dico, è così bello che quasi quasi te lo rubo. La bambina mi sorride (per la prima volta mi sorride), (ma contorcendosi contro la spalla di sua madre per non guardarmi negli occhi) e mi fa, dai, l’avrà già scritto qualcun altro un verso così stupido. Però se me lo rubi non metterci il mio nome. Perché sono asociale e non voglio finire in una poesia.

Antonio Lillo, da Il nemico sbagliato, Pietre Vive Editore, 2021

°ascoltando Fabrizio De André – Le acciughe fanno il pallonehttps://www.youtube.com/watch?v=3Wu0gYZgrMg