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4 maggio 2026

Oggetti smarriti

 

(Mi spaventano – anche – i programmi a lungo breve termine)

***

anche tu?

 

ho smarrito il coraggio
di pensare a dopodomani
ché già questo pomeriggio
mi pare un programma azzardato
eppure – e questo è buffo –
ho cassetti pieni di cose che
chissà un giorno potranno servire 
forse, allora, il coraggio
per il tempo a venire,
se cerco bene e ancora cerco

– e cerco ancora – magari lo ritrovo 

 

 Irene Marchi, da Un po' in disordine, Cicorivolta Editore, 2025

 

♪ Nils Frahm - Ambre - https://www.youtube.com/watch?v=GFbkF_fsW24&t=38s

3 agosto 2025

In armonia

 

Vivere (e anche morire) in armonia con la natura, forza che crea e dissolve: questo il desiderio espresso nei versi che seguono; desiderio di un legame tra corpo, parole e mondo, e, quando sarà il tempo, di un congedo  lieve, accompagnato dalla grazia e dalla musica.

 

 

Che io possa morire all’aperto

nel pieno di quella segreta forza

che ci sostiene e ci distrugge.

Che possa scivolare fuori

imitando gli alberi inchinati al cielo

o le bianche nuvole i bastimenti di uccelli

le venature sottili,

ascoltando le sillabe nel vento,

la verità delle cose tremolare

con candida imprecisione.

Non lasciare da solo niente

accompagnare nella terra

che c’è tra di noi

me e le amate parole,

mentre la leggera grazia

battezza le parole tutte

e le creature si risvegliano,

solo la musica come protezione.

 

Chandra Livia Candiani, da Chiamati al volo, in La domanda della sete. 2016-2020, Einaudi, 2020

 

°ascoltando Lou Reed – Ride Into the Sun- https://www.youtube.com/watch?v=MeUHGhKObWg

24 luglio 2025

T di tesoro

 

Definisci (il tuo personale) "tesoro"

*** 

 

tu chiama

tesoro

ciò che è

prezioso

per te

 

Cristina Bellemo, da Bambina senza alleati, AnimaMundi Edizioni, 2024

 

°ascoltando The Who - Love, Reign O'er Me -  https://www.youtube.com/watch?v=DhLsC2FpDZk

 

(per altre lettere dell'alfabeto, puoi leggere qui https://lapoesianonsimangia.blogspot.com/search/label/Alfabeto) 

 

21 luglio 2025

Una danza sincera

 


“Non dicono altro che quello che sono”

*** 

 

Due libellule identiche danzano
sopra una pozza d’acqua,
blu scuro il corpo turchesi le ali
si sfiorano e come fossero di fuoco
si allontanano con scatto angolare,
si accostano, segnano l’aria di percorsi
di congiunzione e separazione.
Le raggiunge una farfalla a righe
osserva la danza, si butta,
volteggia con loro, si ubriaca
dello stesso liquore gentile
dell’aria amante, poi amplia
lo spazio di danza e scompare.
Non dicono altro
che quello che sono.

Chandra Candiani, da Estate, in  Pane del bosco, Einaudi, 2023

 

°ascoltando Fleetwood Mac – Dragonfly - https://www.youtube.com/watch?v=_PJ1Sd40d2A

20 luglio 2025

Un breve tratto di pianura

 (quei brevi istanti in cui non doversi preoccupare di niente)

*** 

 

Mi alleno 

a ricevere come

dono

le piccole vertità

che si schiudono

senza sentire

la necessità

di rimpicciolire il loro 

splendore

accolgo

l'essere vere per

me

nel momento

presente

imparo

com'è

per un istante

non doversi

preoccupare

di niente

 

Cristina Bellemo, da Bambina senza alleati, AnimaMundi Edizioni, 2024

 

°ascoltando Nils Frahm - Butter Notes - https://www.youtube.com/watch?v=nGKleXoRgqc

16 luglio 2025

Vento, rumori dissonanti, poesia...

 


 Che suoni ha la tua poesia?

*** 

 

Noi siamo cetre…

Noi siamo cetre un poco sgangherate.
Il vento, quando passa sulle corde,
come catene sospese, risveglia
dei versi, dei rumori dissonanti.

Noi siamo antenne un poco singolari.
Come dita s’innalzano nel caos,
in cima ad esse echeggia l’infinito,
ma ben presto cadranno giù, spezzate.

Noi siamo sensazioni un po’ disperse
senza speranza di concentrazione.
Nei nostri nervi tutto si confonde.

Ci duole il corpo, duole la memoria.
Ci scacciano le cose, e la poesia
è il rifugio che sempre più invidiamo.

Kostas G. Kariotakis (Tripoli d'Arcadia, 1896 – 1928), in "Poesia n. 200" , Dicembre 2005, Crocetti Editore, traduzione di Filippomaria Pontani

 

°ascoltando  René Aubry - Le vent - https://www.youtube.com/watch?v=sBpN1ceAthU

12 luglio 2025

La mente o i sentimenti?

 


 

Il papavero rosso

  

Il bello
è non avere
mente. Sentimenti:
oh, quelli ne ho; mi
governano. Ho
un signore in cielo
che si chiama sole, e mi apro
per lui, mostrandogli
il fuoco del mio cuore, fuoco
come la sua presenza.
Cosa potrebbe essere una simile gloria
se non un cuore?
Oh, miei fratelli e sorelle,
eravate come me una volta, tanto tempo fa,
prima che foste umani?
Vi
concedeste di
aprirvi una volta per non
aprirvi mai più? Perché in verità
adesso io sto parlando
come voi. Parlo
perché sono disfatto.

Louise Glück (New York, 1943-2023), da L'iris selvatico, 1992 , traduzione di Massimo Bacigalupo

 *

The Red Poppy

 

The great thing
is not having
a mind. Feelings:
oh, I have those; they
govern me. I have
a lord in heaven
called the sun, and open
for him, showing him
the fire of my own heart, fire
like his presence.
What could such glory be
if not a heart? Oh my brothers and sisters,
were you like me once, long ago,
before you were human? Did you
permit yourselves
to open once, who would never
open again? Because in truth
I am speaking now
the way you do. I speak
because I am shattered.

 

 

°ascoltando Porcupine Tree - Sentimental -  https://www.youtube.com/watch?v=kIXRj3g_6DA

11 luglio 2025

Oggetti di vita vissuta

 


Gli oggetti a cui diamo una seconda, terza vita: pensa se potessero parlare...

 (ma forse, a modo loro, già parlano).

*** 


Fra tutti gli oggetti i più cari
sono per me quelli usati.
Storti agli orli e ammaccati, i recipienti di rame,
i coltelli e forchette che hanno di legno i manici,
lucidi per tante mani: simili forme
mi paiono di tutte le più nobili. Come le lastre di pietra
intorno a case antiche, da tanti passi lise, levigate,
e fra cui crescono erbe, codesti
sono oggetti felici.
Penetrati nell’uso di molti,
spesso mutati, migliorano forma, si fanno
preziosi perché tante volte apprezzati.
Persino i frammenti delle sculture,
con quelle loro mani mozze, li amo. Anche quelle,
vissero per me. Lasciate cadere, ma pure portate;
travolte sì, ma perché non troppo in alto stavano.
Le costruzioni quasi in rovina
hanno l’aspetto di progetti
incompiuti, grandiosi; le loro belle misure
si posson già indovinare; non hanno bisogno
ancora della nostra comprensione. E poi
han già servito, sono persino superate. Tutto
questo mi fa felice.

Bertolt Brecht, da Poesie, Einaudi, 1959, traduzione di Ruth Leiser e Franco Fortini

 

°ascoltando René Aubry - Ne m'oublie pas - https://www.youtube.com/watch?v=FePXHXodtP4

10 luglio 2025

C di consolazione

 


Una nota piattaforma di ricerca professionale mi comunica che zero è il numero di volte in cui, ultimamente, il mio profilo è apparso nei risultati di ricerca. Ma poi conclude con un deciso: “Ti stai facendo notare”. Vaaabene… allora tutto a posto.

*** 

 

tutto bene?

 

piove forte c’è troppo vento, ma.

Non dormo da tre giorni – forse anni –

comunque non. La guerra la pandemia

il carovita lo stato sociale

a pezzi – un puzzle con troppi vuoti –

la benzina fa come le pare, ma.

Io vado a piedi resto precaria

e quando piove (mi) lascio piovere.

Tu invece, raccontami, che cosa fai?

 

Irene Marchi, da Mancano le indicazioni, Officine Editoriali, 2023

 

°ascoltando Porcupine Tree - Dignity - https://www.youtube.com/watch?v=Z3UhjiXG5m0

 

(per altre lettere dell'alfabeto, puoi leggere qui https://lapoesianonsimangia.blogspot.com/search/label/Alfabeto)