Il gatto
Il gatto è arrivato intero
già grande, già formato
una sera di giugno è salito dalle vigne
egizio, perentorio
ci aveva deciso ed è rimasto
contro ogni tentativo di sfuggire il suo sguardo
che diceva inflessibile io sono, io so
e pian piano la resa
Ci ha istruito lui sui suoi costumi
gatto che non ha mai giocato
non perde tempo con palline e nastri
cerca cibo all’ora debita e poi va
Qualche volta porta doni non richiesti
li posa morti intatti sui gradini
latore di epiloghi divini
bello e tremendo nella sua austerità
occhi di biglia, il resto un che di giungla
gatto come tanti e come altri mai
e quella pancia che dà un senso al beige
Il gatto non è nostro e porta un nome non suo
dato per scherzo e poi rimasto
un nome umano che non può delimitare
la sua ineffabile personalità
Un gatto non è mai definitivo
Per questo non lo scrivo
Forse ai gatti non va dato nessun nome
fluidi si susseguono dalla notte del mondo
un migrare di anime in velluto
Ma gatto, io vorrei
che avessi bisogno di me
per essere umana con ragione
con le mie stanche leggi
di intesa e compagnia
trovare in questo vanto la consolazione
di saper fare qualcosa per te
e invece nel dolore del silenzio
tu non ammetti compassione
e in questo ti riconosco confinante
accurato, distante
gentile, sempre solo
Si è come si è
Beatrice Masini, da Animali, in Dammi sempre giugno, Molesini Editore Venezia, 2026
♫ Vashti Bunyan - Glow Worms - https://www.youtube.com/watch?v=WcZMzH04OwU



