17 febbraio 2026

Vitamine

C'è stato qualcosa che ti ha fatto stare bene, oggi?

*** 

 

A pranzo ho comprato

un’arancia enorme.

La sua dimensione ci

ha fatto ridere tutti.

L’ho sbucciata e l’ho

divisa con Robert e

Dave.

Per loro un quarto e

metà per me.

 

E quell’arancia mi ha

reso così felice.

Come le cose di tutti i

giorni fanno spesso.

Subito dopo. La spesa.

Una passeggiata nel

parco.

Pace e appagamento. È

una novità.

 

Il resto del giorno è

scivolato via

facilmente.

Ho fatto tutti i lavori

sulla mia lista

godendomeli e mi è

anche avanzato del tempo.

Vi voglio bene. Sono

felice di esistere.

 

Wendy Cope, da The orange and others poems, Faber &Faber, 2023

 

♫ una canzone che si potrebbe ascoltare: Leo Kottke - Living in the country - https://www.youtube.com/watch?v=Q4WDYOdaN-g

16 febbraio 2026

Troppi pensieri

Pablo Picasso, Les Dejeuners: ritratto di un uomo, litografia, 1962

 


(Sempre molto indaffarati, del dove finiremo dopo... si vedrà)

*** 

 

In fondo non abbiamo niente da obiettare
a purgatorio, reincarnazione, paradiso.
Se cosí dev’essere, prego!
Al momento tuttavia
abbiamo altre priorità.

Della toilette del gatto, del conto in banca
e delle insostenibili condizioni del mondo
dobbiamo assolutamente occuparci,
già a prescindere da internet
e dalle notizie sul livello delle acque.

Certe volte non sappiamo piú
dove a forza di problemi
sbattere la testa.
Intanto c’è sempre qualcuno che muore,
e di continuo qualcuno che nasce.

Non si arriva mai sul serio
a fare delle riflessioni
sulla propria immortalità.
Prima bisogna gettare un occhio
all’agenda, alle scadenze,

il resto si vedrà.


Hans Magnus Enzensberger, da Piú leggeri dell’aria, Einaudi, 2001, traduzione di Anna Maria Carpi



🎶 un brano in risonanza potrebbe essere: Camel, "Artistillus" -  https://www.youtube.com/watch?v=d2rNTucewWQ



Senza veli

 ... è già finito lo sciopero della poesia?  Non lo so, ma forse  invece che far tacere la poesia è meglio far parlare ogni contraddizione e ogni fragilità, (forse)...

*** 

 

cipolle


di quando volevi piangere, raccontami,
ma di quelle lacrime non potevi
spiegarne il motivo soltanto tuo

 

non male come idea, ma ora
in ogni frittata con le cipolle
vedrò un dolore da nascondere

 

Irene Marchi, da Mancano le indicazioni, Officine Editoriali, 2023 

 

♫ un brano in risonanza: John Renbourn -The Mist Covered Mountains of Home - https://www.youtube.com/watch?v=0gGxFlW98u0 

 

8 febbraio 2026

Sciopero della poesia

 


SCIOPERO DELLA POESIA

Nel 1949 il filosofo e sociologo tedesco Theodor W. Adorno, all'interno del suo saggio Critica della cultura e società, affermò che: “scrivere poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie”. In seguito, lo stesso Adorno chiarì il suo pensiero, ammettendo che: “forse dire che dopo Auschwitz non si può più scrivere una poesia è falso: il dolore incessante ha tanto il diritto ad esprimersi quanto il martirizzato ad urlare”. La poesia, quindi, poteva ancora esistere, ma doveva confrontarsi con quell'orrore, non ignorarlo. 

Oggi, la storia recente (ma non solo) ci mostra come la storia stessa non insegni niente (all’umanità che non vuole imparare) e infatti c’è (stato) un altro genocidio: e questa volta nessuna indignazione, ma chi ha perpetrato questo crimine è stato pure accolto, come se nulla fosse successo, a partecipare (saltellando di bianco vestito) ai giochi olimpici più ipocriti di sempre.

Nel frattempo, è stato divulgato parte di un vomitevole archivio che mostra foto e nomi di potenti, protetti da altri potenti, coinvolti in azioni schifosamente disumane. E adesso? Che cosa succederà? Niente ancora una volta? Tutti resteranno seduti sui loro bei seggiolini d’oro? Continueremo ad essere governati manovrati da individui che sanno soltanto coprire e proteggere i loro compari di interessi, mentre il mondo va a rotoli e non c’è più la benché minima speranza di una giustizia civile? A che cosa porterà la divulgazione di quei files? Tutto quello che sta succedendo ci sta anestetizzando poco alla volta all’orrore? Ci sta facendo diventare indifferenti a tutto? Che cosa resta da fare, oltre ad indignarsi, adesso che abbiamo la certezza dell’impunità di chi sta al potere?

Io sono soltanto una pincopallina qualsiasi, ma per me, adesso sì, è impossibile scrivere poesia e di poesia.  Non farò certo la differenza, io con i miei due lettori, ma al momento entro in SCIOPERO DELLA POESIA. Aspetto tempi migliori…

i.