23 febbraio 2026

Keep Calm

 

Il periodo tra la fine dell’inverno e l’inizio deciso della primavera porta sempre un po’ di agitazione, ci si sente un po’ in allerta (ogni risveglio è leggermente destabilizzante), ma va bene così...

[quello che non va affatto bene è il clima politico del mondo: nessuna primavera, adesso, solo un buio disastroso]

*** 

 

Poi malgré tout è fine febbraio o marzo:
la primavera non c’è ancora,
c’è, trepidante, quella numinosa nebula,
quel fuoco bianco nell’aria,
quelle velature seta e argento,
tutto ciò che desidera il senso
ci sia
in questa piega dell’anno, tutto,
la prima barca, il primo verde dei salici,
la prima ruota d’acqua
alla virata dell’armo.
C’è tutto, tutto.
Tutto incredibilmente.

Mario Luzi, da Tutte le poesie, Garzanti, 1988

 

♫ ascoltando Michael Hedges – Ritual Dance - https://www.youtube.com/watch?v=3iv87CvUf9A&t=2s

22 febbraio 2026

L'innocenza degli alberi


(... l'inarrivabile innocenza degli alberi)

*** 

 

Ma, ormai, se qualcuno invidio, è l'albero.
 
Freschezza e innocenza dell'albero! Cresce a suo modo.
Schietto, sereno. Il sole, l'acqua lo toccano in ogni foglia.
Perennemente ventilato.
Tremolio, brillare del fogliame come un linguaggio
sommesso e persuasivo!
 
Più che d'uomini ho in cuore fisionomie d'alberi.
Ci sono alberi scapigliati e alberi raccolti come mani 
che pregano. Alberi che sono delicate trine sciorinate; 
altri come ceri pasquali. 
Alberi patriarcali vasti come case, rotti dalla fatica di 
spremer fuori la dolcezza dei frutti.
C'è l'albero della città, grido del verde, unica cosa ingenua 
nel deserto atroce.
Ma più di tutti due alberi ricordo, che crescevano 
da un letto di torrente, allato, come svelti fratelli.
Essere un albero, un comune albero...


 Camillo Sbarbaro, da Anche gli alberi cantano. Le piante in poesia, a cura di Giovanni  Tesio, Interlinea ed., 2024, p. 147

 

♪♪♪ ascoltando Michael Hedges - The Magic Farmer https://www.youtube.com/watch?v=cdLddmJoEjQ&list=PLDA7CCE512D7005BE&index=9

21 febbraio 2026

Sto imparando

 


(Non si finisce mai di sbagliare imparare)

*** 

di nuovo sto imparando 

 

di nuovo sto imparando

a dare il colore ai disegni

sbagliati - anche a loro -

a lasciare andare

                come vapore

quei pensieri che non

mi appartengono 

- che non mi vogliono -

di nuovo bevo un tè

- tu che cosa fai? -

e quasi riconosco i profumi

 

i.m.2026

 

🎶ascoltando  Michael Hedges - Aerial Boundaries -  https://www.youtube.com/watch?v=v6pbzD4sRos

20 febbraio 2026

Un altro No!

No! Non diventiamo oggetti impassibili, non facciamoci bollire nel pentolone a fuoco lento: non perdiamo la capacità di stupirci (e di arrabbiarci)!

*** 

 

Lo specchio

 

Sì, mi ricordo quella parete

nella nostra città rasa al suolo.

Si ergeva fin quasi al sesto piano.

Al quarto c’era uno specchio,

uno specchio assurdo

perché intatto, saldamente fissato.

 

Non rifletteva più nessuna faccia,

nessuna mano a ravviare chiome,

nessuna porta dirimpetto,

nulla cui possa darsi il nome

“luogo”.

 

Era come durante le vacanze –

vi si specchiava il cielo vivo,

nubi in corsa nell’aria impetuosa,

polvere di macerie lavata dalla pioggia

lucente, e uccelli in volo, le stelle, il sole all’alba.

 

E così, come ogni oggetto fatto bene,

funzionava in modo inappuntabile,

con professionale assenza di stupore.

 

Wislawa Szymborska, da Basta così, Adelphi, 2012, traduzione di Silvano De Fanti

 

♪♪♪ un brano musicale per 'restare svegli': The Mahavishnu Orchestra - Vital Transformation

https://www.youtube.com/watch?v=boOu0L45M44