Cose (e parole) da lasciare a chi resta
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Testamento
Lascerò molti bottoni alla figlia
dicendole che un bottone serve sempre
mette allegria
qualche volta non sai da dove arriva
o l’hai spiccato da un abito consunto
di cui volevi tenerti la memoria
e insomma, poco importa
perché la memoria passa ma la bellezza no
e i bottoni sono belli
essendo un modo tondo e gentile di legare
chiudere o tenere insieme lembi
sforzo di unità da considerare.
I sassi siano dati al figlio
venuti come denti dalla terra smossa
schegge di dinosauro o di un tempo molto andato
perfetti nella loro consunzione
ovali tondi piatti lisci ancora ovali
oggetti primordiali
impasti minerali a cui si riconosce vita
soltanto perché c’erano anche prima
di noi e della nostra discendenza
e resteranno sassi sassi a oltranza.
Gli oggetti salvati per pena sono tanti
ma non so chi potrà desiderare
perline perse, bambole smembrate
e tutte le matite necessarie
per scrivere da qui all’eternità.
Non sono collezioni o vanità
solo cose raccolte nella rete
dei giorni che passavano
sciacquate dalla minima risacca
della normalità.
Una volta invece raccoglievo rane
non so perché
forse mi piaceva l’ambiguo dell’anfibio
l’acqua e la terra insieme, o il verde
colore d’insidia e di veleno
ma anche di foglia e pianta.
Le rane le lascerei tutte scappare
se solo si potessero animare.
I libri li vorrei letti dal vento
e questo è il più banale testamento
di chi li ha amati senza una misura
spesso scambiati per la verità
proprio quello che un libro non ti dà.
Beatrice Masini (Milano, 1962), da Cose, in Dammi per sempre giugno,
Molesini Editore Venezia, 2026
♫ Andrew York - Sweet Life - https://www.youtube.com/watch?v=NBfuyAeM4xs