No! Non diventiamo oggetti impassibili, non facciamoci bollire nel pentolone a fuoco lento: non perdiamo la capacità di stupirci (e di arrabbiarci)!
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Lo specchio
Sì, mi ricordo quella parete
nella nostra città rasa al suolo.
Si ergeva fin quasi al sesto piano.
Al quarto c’era uno specchio,
uno specchio assurdo
perché intatto, saldamente fissato.
Non rifletteva più nessuna faccia,
nessuna mano a ravviare chiome,
nessuna porta dirimpetto,
nulla cui possa darsi il nome
“luogo”.
Era come durante le vacanze –
vi si specchiava il cielo vivo,
nubi in corsa nell’aria impetuosa,
polvere di macerie lavata dalla pioggia
lucente, e uccelli in volo, le stelle, il sole all’alba.
E così, come ogni oggetto fatto bene,
funzionava in modo inappuntabile,
con professionale assenza di stupore.
Wislawa Szymborska, da Basta così, Adelphi, 2012, traduzione di Silvano De Fanti
♪♪♪ un brano musicale per 'restare svegli': The Mahavishnu Orchestra - Vital Transformation



