11 aprile 2026

I n f e r n i in terra

 

(Quando ne usciremo? Quando fermeremo, condannandoli, gli artefici di questi inferni? Quando smetteremo di rifornirli con le nostre armi? Quando ritroveremo l'umanità? Che cosa andiamo a fare, ancora, sulla Luna se non sappiamo vivere sulla Terra? Speriamo di torvarla lì l'umanità perduta? Speriamo che salti fuori magicamente da un cratere?)

*** 

 

La bomba cadde sulla scuola
volevamo gridare aiuto
volevamo chiamare i nostri figli per nome
ma anche le lettere dell’alfabeto erano in fiamme.

All’inferno
come parlano tra loro gli uomini?!
Nella mia terra
dove migrano i canti?
Dove si nascondono le danze?
Dove vanno le poesie?

Chi chiede acqua
dietro le sbarre
vuole ingoiare
il proprio dente.

Ehi vita!
Questo non è respirare
non è respirare
no, non è respirare.
È la morte
che riempie e svuota
i nostri polmoni.

La guerra brucia
e i vigili del fuoco
non sanno spegnere l’omicidio.

Guarda!
Brucia mia figlia di cinque anni
e il suo nome
come carta di caramella
sgualcisce tra le mie mani.

Non sentirti solo
non sentirti solo figlio mio!
Questo è il Medio Oriente
dovunque scaverai la terra
spunterà fuori
un amico, un caro, un fratello.

Garous Abdolmalekian (Teheran, 1980), da Trilogia del Medio Oriente: Guerra Amore Solitudine,  Carabba Editore, 2021, traduzione di Faezeh mardani e Francesco Occhetto

9 aprile 2026

Se gli alberi potessero parlare

 

Se gli alberi potessero parlare, ci svelerebbero il loro segreto?

*** 

La vita degli alberi

 

- Ma che palle stare sempre lì

tutta la vita! Io non ci riuscirei mai!

Sempre la stessa vista sempre lo stesso paesaggio

E non poter andare a vedere com’è fatto il mondo!

- Mah, io ho una mia teoria:

l’albero non vede il paesaggio, perché non ha occhi

lui sente l’aria che ha intorno a lui

in cui lui è immerso come in un’acqua

e quest’aria non è mai la stessa, ma ogni momento

cambia, ora più tiepida o fredda

senza luce o con luce, umida o secca

e un’infinità di variazioni sente

l’albero e io credo che per lui i giorni

non siano mai uguali.

Per la qual cosa io penso che lui si annoi

meno di noi animali che siamo sempre in pena,

sempre a correre di qua e di là, mai contenti

e non ci basta mai quello che abbiamo

perché pensiamo che muovendoci possiamo trovare altro.

 

- No, io penso che anche gli alberi si annoino,

ossia che ci siano quelli saggi che accettano

il loro destino e raggiungano un certo grado

di felicità, e altri o che si annoiano mortalmente

o non accettando la loro immobilità forzata

sono in uno stato di perenne ansia.

- Certo non voglio dire che tutti gli alberi siano uguali

ché certamente ognuno è diverso, come noi siamo diversi,

però considero un gran vantaggio non potersi muovere

e non dover cercare e non dover fuggire

e non dover pensare: “Che cosa farò stasera?”

e non dover mangiare e non dovere uccidere

ma prendere solo quello che viene dal cielo

e dalla terra, solo ciò che cade,

aria, luce, acqua e sali in essa disciolti

stando ancorato nella terra

e stringendola e abbracciandola con le sue radici.

 

Claudio Damiani, da Cieli celesti, Fazi, Roma, 2016, pp. 35-36

 

♫♫If These Trees Could Talk – Below The Sky - https://www.youtube.com/watch?v=qH7SNdGosSY

6 aprile 2026

Campi semantici

 

 Se fossimo alle elementari:

 

I campi semantici della vergogna

 

ti ricordi a scuola

- forse terza elementare -

due colonne di parole da unire con i colori

dai riproviamoci, vediamo un po’…

 

Pasqua                                           solo-per-il-petrolio

guerra                                            azzerato

civili-bombardati                       "stessero-a-casa-loro"

naufragi-di-migranti                 da-pazzi-criminali

diritto-internazionale               più-ipocrita-che-mai

                                                   

©i.m.2026 

 

🎜The Cranberries  - Zombie - https://www.youtube.com/watch?v=6Ejga4kJUts 

 

4 aprile 2026

Ogni persona che incontri…

Hai presente quella famosa frase: “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla: sii gentile, sempre”?... bella l’idea di scriverla un po’ dovunque.

 ***

Ma tu che ne sai?

Non sei nella mia testa.

Per fortuna, eh…

 

Haiku tratto da Chiara Lorenzoni, Pino Pace, Poesie per gente che va di fretta, Marcos Y Marcos, 2022

 

♪♪♪ Pink Floyd – Brain Damage -https://www.youtube.com/watch?v=QFdkM40KOhE