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17 maggio 2026

Una supplica

(... in caso di rinascita)

*** 

 

Signore, se mai esisti da qualche parte,

persino aldo parlò di te quando era disperato

 

ti prego non farci rinascere

su questa terra

                                è troppo grande

tutto su lei che pure è punto

fra ombre di altri punti

                                                 non farci

mai più tornare dove tutto è bello

ma non gli uomini;

                                        non farci tornare più

a patire la pena degli altri sotto tanta luce.

 

Helle Busacca (Sapmpiero Patti, 1915-1996), da I quanti del suicidio, in Helle Busacca – Poesie scelte, Ripostes Edizioni, 2002

(*nota alla poesia: al secondo verso la poetessa cita il fratello Aldo, morto suicida)

 

🎝Julia Kent - Gardermoen -https://www.youtube.com/watch?v=moqU-bzgopw


11 maggio 2025

Domande, richieste, preghiere

 


 (2025, un giorno qualunque...)

***

 

Parole per un amico che si chiama Dio

 

1962
un giorno qualunque.
Gli uomini hanno messo in orbita
un’altra capsula.
L’astronauta ha detto che la terra
è una pallina blu con tempeste
e che tu non c’eri né dentro né fuori.
Passa il tempo.
C’è lo stronzio-90 nella respirazione,
c’è nella luce,
cade sugli asini e sui loro carichi di fiori.
Passa il tempo.
Il sole, il tuo sole si distende
in lingue dolci sulla campagna,
brucia la pelle dell’acqua e degli amanti
e un alito di fornicazione ascende.
Passa il tempo.
Uno non si stanca di essere vivo
anche se continua ad annodarsi la cravatta,
anche se si sente il crepitio
delle mitragliatrici,
anche se la morte cade ingrassando la terra.
Insomma amico Dio:
è il 1962
in tutti i calendari
e popoli oscuri continuano avvolti nella loro febbre,
costruiamo case e bombardieri
sotto le cui ali stanno distese
le città che non conosciamo.
Non ho altro da raccontarti.
Sono solo come un nuovo venuto.
Magari mi compro un elefantino
da regalare a qualcuno
e anche se tu non ci sei né dentro né fuori
ti chiedo dai miei denti di mais
che nessuno se ne vada d’estate.

Mario Rivero (Colombia, 1935), da Sudamericana – 27 poeti dell’America Latina, Mondadori, 1999, traduzione di Hugo García Robles e Umberto Bonetti

 

°ascoltando Giulio Wilson & Inti Illimani - Vale la pena -  https://www.youtube.com/watch?v=EhoXtcdRcSM&t=6s

 

24 novembre 2024

A chi?


A quale santo, mago, stregone, supereroe ci affideremo?

***

 

Preghiera

A voi,

che tagliate la mela della morte

con l’anonimato di una guerra,

chiedo carità.

 

Per un Dio

in cui non ho mai creduto.

Per una Giustizia

di cui diffido.

Per l’ordine di un Mondo

che non rispetto.

 

Perché rinunciate alla vostra guerra,

io rinuncio ai miei dubbi,

che sono parte di me

come la luce amara

è parte dell’autunno.

 

E scrivo Dio, Giustizia, Mondo,

e vi chiedo carità,

e vi supplico.

 

Luis García Montero, in “Poesia” n. 21, settembre/ottobre 2023, Crocetti Editore, traduzione di Gabriele Morelli

 

°ascoltando Pink Floyd – The Dogs of War - https://www.youtube.com/watch?v=1gbE7MtI_co


7 ottobre 2024

Per la pace di tutti




 

Preghiera al dio della quiete

Voglio stendermi su un letto
sedermi su una sedia

fermarmi su un suolo
che non si muovano

Nostalgia della calma
Elogio della fissità

Non parlo del riposo dei morti
Parlo della pace dei vivi

Signore della quiete
placa l’ira dei mostri che abitano
le viscere della Terra

Infondi a loro il sonno
Fai che s’addormentino in silenzio

E soprattutto Signore
che non tornino a svegliarsi
nei secoli dei secoli

Óscar Hahn (Cile, 1938), da Tutte le cose scivolano, Raffaelli Editore, 2015, traduzione di Gianni Darconza

 

°ascoltando  Joe Hisaishi –The Lost Paradise https://www.youtube.com/watch?v=bae1XYLvmSo


28 maggio 2023

“Semi di parole”

 


Bella questa speranza-preghiera…

***

 

Il nome è un soffio
viene dal fulmine raggiante
dalle mani della terra
dal fuggiasco vento
è un canto un urlo
è un seme
una preghiera
un antenato.
Gli antenati ci danno le parole
le mettono dentro di noi
di voce in voce dentro,
così possiamo cadere e rialzarci.
Le mettono dentro gli alberi
così fioriscono,
dentro le notti
e così sorgono le vigilanti.
Prego di aver sempre
semi di parole
da spargere e da sbocciare
nel caldo di me
nei grovigli degli altri.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete. 2016-2020, Einaudi

°ascoltando  Sigur Ros – Hoppipolla

https://www.youtube.com/watch?v=pf4YyRiYPmg


22 luglio 2022

Ognuno a modo proprio

 



(le preghiere)

***

 

che poi ci sono entrato anch’io
che il cielo lo credo vuoto
certi pomeriggi troppo lunghi
nelle chiese a domandare scusa,
non so di che, forse di continuare
a vivere nell’unico modo che mi riesce,
sopra il legno della panca, da bruco
qualche giorno di farfalla,
presto più presto che puoi mio Dio!
dicevo, magari già ad aprile,
e l’ho fatta così la mia preghiera,
come uno strumento sgomento d’avvenire

Marco Balzano, da Nature umane, Einaudi, 2022

 
°ascoltando Matt Bellamy – Pray – https://www.youtube.com/watch?v=zO_E4PF29YQ


5 giugno 2022

Preghiera rock

 

Una poesia-preghiera molto rock (universale e libera) della “sacerdotessa del rock“ Patti Smith:

 

preghiera

con le calze di nylon o scalza
stracolma d’orgoglio o curva come l’amore
ramoscello o ballerina al vento
lo stesso vento ma fetido di porci
polline che dà la tosse o rosa
fantastica crudele diversa da tutto

fare a meno dell’apparecchiatura
da sala operatoria
essere immune da ogni danno fisico
conoscere l’amore senza eccezione
essere santa in qualsiasi forma

***

prayer

stocking feet or barefoot
immensely proud or bent like love
twig scaffold
gravedigger or dancer in wind
the same wind yet stinking of pigs
roses or the pollen which makes one cough
cruel fantastic unlike anything else

to have no need for the apparatus
of the operating room
to be safe from bodily harm
to know love without exception
to be a saint in any form

 

Patti Smith, da Il sogno di Rimbaud, Einaudi, 1994, traduzione di Massimo Bocchiola

°ascoltando Patti Smith Group – Ghost Dance – https://www.youtube.com/watch?v=MwRZV_zp314


21 maggio 2022

(Ri)sollevarsi


 

(A proposito di "ganci in mezzo al cielo")

 

 

Autoritratto

Un giorno scopriranno me e le mie mani bucate,
il plenilunio alle spalle, la nebbia in cerca dell’orizzonte perduto, il bordo
del continente marcato di giallo, ansietà di luci,
schiene bianche di frangente, una sabbia nerofumo,
le ceneri e schegge di carbone che discolperanno il mio nome.

Intanto mi canticchierò una cantilena e farò ordine qui intorno.
Le piante di giada e d’oleandro fluttuano splendenti.
Le foglie del pepe s’inverdiscono.
La mia figura si profila in inchiostro nero e draga lentamente nel cielo
in attesa d’essere riempita.

Mano che una volta mi sollevasti, sollevami ancora,
tirami fuori in carne e ossa, aggiustami gli occhi.
Dal marciume e dal sottobosco, proteggimi e
spingimi oltre.
Dalle mie parole e dalle mie carezze,
dalla rosa e dal gesto scemo, liberami e spingimi oltre.

Charles Wright (1935, Stati Uniti), da Crepuscolo americano e altre poesie, traduzione di A. Francini, Jaca Book, 2001

°ascoltando Explosions In The Sky – Never, Never, Never Give Up – https://www.youtube.com/watch?v=Gh5s_mPMuWU

 


25 gennaio 2021

Giorno e notte

 


Tu che cosa vorresti chiedere?

***

Preghiera

Per i miei giorni chiedo,
Signore dei naufragi,
non acqua per la sete, bensì la sete,
non sogni
bensì la voglia di sognare.
Per le notti,
tutta l’oscurità necessaria
per affogare la mia oscurità.

 
***

Oracíon

Para mis días pido,
Señor de los naufragios,
no agua para la sed, sino la sed,
no sueños
sino ganas de soñar.
Para las noches,
toda la oscuridad que sea necesaria
para ahogar mi propia oscuridad.

Piedad Bonnett (Colombia, 1951), da Tretas del débil (Stratagemmi del debole),Valparaíso Ediciones, Spagna 2013, traduzione di Alessio Brandolini

°ascoltando John Renbourn – The Black Balloon  https://www.youtube.com/watch?v=tpzGkpH9ZZU


12 agosto 2020

Nel cerchio

 

(immagine di Alessandra  Olanow, da https://alessandraolanow.shop/pages/about)


Preghiera dal cuore dell’America

Levarsi di nuovo
al centro e circondati da ogni cosa.
Levarsi, vicini gli uni agli altri
come sorelle e fratelli, madri e padri,
figlie e figli, nonne e nonni –
le generazioni passate e presenti del nostro popolo.
Levarsi di nuovo
insieme e al centro di ogni elemento della vita,
la terra, i fiumi, le montagne, le piante, gli animali,
ogni forma di vita che ci circonda,
che ci include.
Levarsi nel cerchio dell’orizzonte,
il cielo del giorno e il cielo della notte,
il sole, la luna, il ciclo delle stagioni
e la madre terra che ci sostiene.
Levarsi di nuovo
con tutto ciò
che fu nel passato,
che è nel presente,
e che sarà nel futuro
consapevoli
di avere un rapporto responsabile
e giusto, pieno d’amore e di comprensione,
per il bene della terra e di tutto il popolo;
chiediamo umilmente alle forze generatrici di vita
che ci sia data parte del dono della creazione
affinché possa esserci d’aiuto in modo che la nostra lotta
e il nostro lavoro siano anch’essi creativi
per la continuazione della vita.
Levarsi di nuovo, al centro e circondati da ogni cosa
con sincerità chiediamo speranza, coraggio, pace,
forza, visione, unità e perseveranza.

Maggio 1980

Simon J. Ortiz, poeta nativo-americano Acoma [AKO-ME],1941, New Mexico (testo e traduzione da Casa della Poesia http://www.casadellapoesia.org/)

*ascoltando Simon & Garfunkel – El Condor Pasa (If I Could) https://www.youtube.com/watch?v=i6d3yVq1Xtw


4 luglio 2019

Come una preghiera

 

Trovo molto belli questi versi. Formano quasi una preghiera rivolta a qualcuno o a qualcosa: forse alla vita? al coraggio? o a Dio? forse a un angelo? all’amore? alla poesia? o forse a una persona che non c’è più? Per ognuno può essere qualcosa di diverso.

***

Parlami con segni con cenni
briciole sul davanzale
ideogrammi di ombre su piastrelle
trattami come un uccello spaventato
come uno squilibrio nel tuo perfetto
ordine di conti chiusi;
rincuorami, ridammi sede
nel petto acceso e non
questo parcheggio sotterraneo
in cui vivo sola senza discorsi
per i cosiddetti vivi, senza ponti.
Sono matassa di smarrimenti
senza disegno, sono calce
viva sotto pelle
di tamburo che vibra
a ogni sfioramento sono
bambino sbucciato
corso via perdutamente e poi caduto
a terra, come sparato
al cuore. Su questi frammenti
soffia parola viva
vispa abitata da api
della luce. Io sono lì
nel tuo pugno
a prendere il sole
pianissimo
per non svegliarti.

Chandra Livia Candiani (Milano, 1952), da La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, Einaudi, 2014

 

°ascoltando Pink Floyd - High Hopes - https://www.youtube.com/watch?v=jl0d0Q7MyzA