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18 luglio 2026

La poesia aspetta


(... aspetta il canto delle cicale e - forse - una manciata di parole)

*** 

 

Una poesia

Al posto del pensiero ha parole
e qualche volta persino cose,
ma di un’altra razza se un romanzo
srotola 300 pagine da una specie di mulinello,
un filo con un peso in corsa verso il fondo,
fossero anche trecento metri,

lei invece riposa, nel dormiveglia
segue una fila di formiche
che portano, per una fessura,
cibo nella tana e aspetta le cicale
che tacciono appena piove
e subito escono col loro canto

appena c’è sole.

 

Ermanno Krumm (Milano, 1942 -2005), da Animali e uomini, Einaudi, 2003

 

♫♫ Pierre Bensusan -  Altiplanos - https://www.youtube.com/watch?v=dSggLzzMwNk

18 giugno 2026

Preziose cose insignificanti

 

Qual è l’ultima cosa insignificante (ma preziosa) che hai scoperto?

*** 

 

La poesia è custodita nelle parole –
è tutto ciò che so.
Il mio destino è non capire quasi nulla.
Sul nulla ho conoscenze profonde.
Non coltivo connessioni con il reale.
Per me potente non è chi scopre l’oro.
Potente per me è chi scopre cose insignificanti:
del mondo e nostre.
Per questa piccola frase mi hanno eletto imbecille.
Mi sono emozionato e ho pianto.
Ho un debole per gli elogi.

 

Manoel de Barros (Brasile, 1916-2014), da Tratado geral das grandezas do ínfimo,  2001

*

A poesia está guadarda nas palavras –
é tudo que eu sei.
Meu fado é o de não saber quase tudo.
Sobre o nada eu tenho profundidades.
Não tenho conexões com a reladidade.
Poderoso para mim não é aquele que descobre ouro.
Para mim poderoso é aquele que descobre as
insignificâncias (do mundo e as nossa).
Por essa pequena sentença me elogiaram de imbecil.
Fiquei emocionado.
Sou fraco para elogios.

 

♫ Simply Three – Rain https://www.youtube.com/watch?v=KFppTBdCse8


29 marzo 2026

Parolacce

 

C'è una parola che proprio non sopporti più (perché troppo utilizzata, troppo ‘di moda’)? Personalmente io abolirei la parola di cui parlo qui, il poeta invece ne suggerisce un’altra:

 

Amava molto certi aggettivi

come finítimo, rocambolesco,

paradisíaco e periglioso

e per ignoranza

li impiegava qua e là

così, a sproposito.

Però – guarda un po’ – grazie a lui

prendeva allora il mondo

colori impreveduti

favolosi.

E mai l’abbiamo

sentito dire

esperienziale.

 

Tiziano Rossi, da Il brusío, Einaudi, 2025 

 

♫ Giorgio Gaber – Il conformista - https://www.youtube.com/watch?v=ilbMz7n3z88

23 ottobre 2025

Parole rimaste lì

 

 

Parole rimaste lì. 

Sì, ma lì dove? 

Lì, nel silenzio del pensiero.

*** 

 

 Il non detto

 

Ho studiato il silenzio

Parole che sfuggono alla fucina del pensiero 

si piantano in profondità nei tessuti molli

dove creano infezione

e febbre alta

Parole che hanno sostato a lungo sulla mola

 e se scagliate nel mondo

possono fratturare le ossa

che non si saldano più

 

Io sono un'armeria

inutilizzata

e sfavillano le lame.

 

Arndís Þórarinsdóttir (Islanda, 1982), traduzione di Silvia Cosimini, testo da "Internazionale" del 12 settembre 2025

 

♪ascoltando Moskitoo - Unspoken Poetry - https://youtu.be/Fr37LN7Ht4Q?si=_lftqddFCg8JwU6g

17 agosto 2025

Che cosa dirà?

 

 

(Che cosa ci dirà, la pioggia, la prossima volta?)

*** 

 

 Attesa

 

Prima di un temporale

il cielo è quasi solido

nella sua paurosa bellezza

 

puoi sentire con gli occhi

ー o con il respiro? ー

il peso

di nuvole mature

nere

di un'acqua pronta a lavare

veli di tempo e di silenzio

 

prima di un temporale

ogni fiore aspetta ー o teme? ー

il rombo scuro dell'inizio,

le parole della pioggia.

 

Irene Marchi, da L'uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Editore, 2020 

 

 

𝅘𝅥𝅮𝅘𝅥𝅯𝆕 ascoltando René Aubry - Avant la pluie (part II) - https://www.youtube.com/watch?v=d8WWwys6j-Y

3 agosto 2025

In armonia

 

Vivere (e anche morire) in armonia con la natura, forza che crea e dissolve: questo il desiderio espresso nei versi che seguono; desiderio di un legame tra corpo, parole e mondo, e, quando sarà il tempo, di un congedo  lieve, accompagnato dalla grazia e dalla musica.

 

 

Che io possa morire all’aperto

nel pieno di quella segreta forza

che ci sostiene e ci distrugge.

Che possa scivolare fuori

imitando gli alberi inchinati al cielo

o le bianche nuvole i bastimenti di uccelli

le venature sottili,

ascoltando le sillabe nel vento,

la verità delle cose tremolare

con candida imprecisione.

Non lasciare da solo niente

accompagnare nella terra

che c’è tra di noi

me e le amate parole,

mentre la leggera grazia

battezza le parole tutte

e le creature si risvegliano,

solo la musica come protezione.

 

Chandra Livia Candiani, da Chiamati al volo, in La domanda della sete. 2016-2020, Einaudi, 2020

 

°ascoltando Lou Reed – Ride Into the Sun- https://www.youtube.com/watch?v=MeUHGhKObWg