Versi più poetici del solito:
Inbestia
Me gèro indormesà. Pò me sò
svejà. No gavevo più píe, man testa.
Gèro deventà despiemantestà.
Gò dito: òstia!
E subito gò sentío che deventavo
inbestia. Inbestia, da cui scrivo
quest’inpoesia
è un corpo d’angoscia e d’armonia.
*
Inbestia
Mi ero addormentato. Poi mi sono
svegliato. Non avevo più piedi, mani, testa.
Ero diventato dispiedimantestato.
Ho detto: ostia!
E subito ho sentito che diventavo
inbestia. inbestia, da cui scrivo
quest’inpoesia
è un corpo d’angoscia e d’armonia.
Giuliano Scabia (Padova, 1935-2021), da Opera della notte, Einaudi, 2003
♫Anouar Brahem - Le pas du chat noir - https://www.youtube.com/watch?v=fKSbhaScNWE

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