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1 agosto 2026

"Voglio scrivere una poesia"

 

(... anch’io vorrei scrivere ora una poesia da tre soldi

una poesia molto spiegazzata. E tu?)

***

 

Voglio scrivere una poesia.

Ma non voglio parlare d’amore.

Non voglio parlare di gioia, tristezza, paura.

Nemmeno di speranza.

 

Non voglio parlare di mare, di terra, sole.

Né di prati verdi, ruscelli di montagna,

ciliegi in fiore, primavera incantata.

No.

 

E non voglio parlare di guerra,

di libertà, di razzismo o di rivoluzione.

Neanche di bambini sfruttati

nelle fabbriche clandestine.

 

Io voglio scrivere una poesia.

 

Una poesia che mi starebbe bene,

come i jeans usati che metto

per il giardinaggio o per andare dagli amici,

qui vicino, seconda strada a destra.

 

Poesia banale, da leggere così,

anche se la tv è accesa,

sgranocchiando noccioline

o tre cioccolatini dimenticati

nella credenza del corridoio.

 

Una poesia piena di rumori:

il campanello del cancello di casa,

il rombo delle macchine

all’incrocio di via Marturio/via Ricordi.

O lo schiocco del tuo bacio

sulla mia guancia (destra).

E piena di sapori, scritta, forse,

con le dita macchiate di sugo

della pasta al forno di nonno Vittorio.

 

Poesia da tre soldi, scritta su carta spiegazzata

e dimenticata sotto una pila di vecchi giornali.

Sarà bello ritrovarla, una sera dopo la palestra,

e rileggerla stupito e, sì, un po’ intenerito.

 

Voglio scrivere una poesia, e regalartela.

Vabbè, senza fare tante scene, dai, è solo una poesia.

 

E tu – te lo ricordi? – tu me ne hai regalata una,

tanto tempo fa.

 

Voglio scrivere una poesia. E adesso, sì, la scrivo:

 

 

Bernard Friot (1951, Saint-Piat), Voglio scrivere una poesia, Carthusia Edizioni, 2017

 

♫🎜♫ Penguin Cafe orchestra - Music For A Found Harmonium - https://www.youtube.com/watch?v=yJg1NNyke2E