Pensare di volere qualcosa è diverso da volere qualcosa:
Ciò che vogliamo
Ciò che vogliamo
non è mai semplice.
Ci muoviamo tra le cose
che pensavamo di volere:
un volto, una stanza, un libro aperto
e queste cose portano i nostri nomi –
ora sono loro a reclamarci.
Ma ciò che vogliamo appare
nei sogni, indossando travestimenti.
Cadiamo oltre,
tendendo le braccia
e al mattino
le braccia ci fanno male.
Non ricordiamo il sogno,
ma il sogno si ricorda di noi.
Rimane lì tutto il giorno
come un animale rimane lì
sotto il tavolo,
come le stelle rimangono lì
anche in pieno sole.Linda Pastan (New York, 1932-2023), da Carnival Evening, 1999, (mia libera traduzione)
*
What we want
What we want
is never simple.
We move among the things
we thought we wanted:
a face, a room, an open book
and these things bear our names—
now they want us.
But what we want appears
in dreams, wearing disguises.
We fall past,
holding out our arms
and in the morning
our arms ache.
We don’t remember the dream,
but the dream remembers us.
It is there all day
as an animal is there
under the table,
as the stars are there
even in full sun.°ascoltando James Elkington and Nathan Salsburg - All Gist Could Be Yours -https://www.youtube.com/watch?v=uO-KnZZ8Z8Q&list=OLAK5uy_mmFaoZYcUpOokjtmpUzxvLSmCYPw6Cm7U&index=9