Se per qualche motivo anche tu hai la sensazione di aver sviluppato, col tempo e con le circostanze, il "super non-potere dell'invisibilità", dai un corpo visibile almeno al tuo nome e scrivilo in modo strano, giocoso, fantasioso, da qualche parte. Poi leggilo a voce alta... (di più! non sento! più alta!)
***
Prendi il tuo nome,
è come ti risposero
al primo strillo, il suono
in cui madre e padre ti avvolsero
appena fuori dal silenzio
e ai risvegli soffiavano
nelle tue orecchie curiose.
Sei tu nei pensieri
di chi non ti ricorda faccia e voce.
Prendi il tuo nome e scrivilo
come chi ha fame pone piano il pane
e spezzalo,
gustane il molle e il duro e
gridalo e sgridalo e frugalo e rimbalzalo come palla sul muro, come
sull' acqua pietra piatta. Con il nome
fatti poesia, corpo che suoni.
Ersilia Zamponi e Roberto Piumini, da Calicanto. La poesia in gioco, Einaudi, 2008
♪♪♪ascoltando José Gonzάles - Crosses - https://www.youtube.com/watch?v=X4N4sPl4DSQ

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