(Quando ne usciremo? Quando fermeremo, condannandoli, gli artefici di questi inferni? Quando smetteremo di rifornirli con le nostre armi? Quando ritroveremo l'umanità? Che cosa andiamo a fare, ancora, sulla Luna se non sappiamo vivere sulla Terra? Speriamo di torvarla lì l'umanità perduta? Speriamo che salti fuori magicamente da un cratere?)
***
La bomba cadde sulla scuola
volevamo gridare aiuto
volevamo chiamare i nostri figli per nome
ma anche le lettere dell’alfabeto erano in fiamme.All’inferno
come parlano tra loro gli uomini?!
Nella mia terra
dove migrano i canti?
Dove si nascondono le danze?
Dove vanno le poesie?Chi chiede acqua
dietro le sbarre
vuole ingoiare
il proprio dente.Ehi vita!
Questo non è respirare
non è respirare
no, non è respirare.
È la morte
che riempie e svuota
i nostri polmoni.La guerra brucia
e i vigili del fuoco
non sanno spegnere l’omicidio.Guarda!
Brucia mia figlia di cinque anni
e il suo nome
come carta di caramella
sgualcisce tra le mie mani.Non sentirti solo
non sentirti solo figlio mio!
Questo è il Medio Oriente
dovunque scaverai la terra
spunterà fuori
un amico, un caro, un fratello.Garous Abdolmalekian (Teheran, 1980), da Trilogia del Medio Oriente: Guerra Amore Solitudine, Carabba Editore, 2021, traduzione di Faezeh mardani e Francesco Occhetto

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