2 luglio 2026

Cose da lasciare

 Cose (e parole) da lasciare a chi resta

*** 

 

Testamento

 

Lascerò molti bottoni alla figlia

dicendole che un bottone serve sempre

mette allegria

qualche volta non sai da dove arriva

o l’hai spiccato da un abito consunto

di cui volevi tenerti la memoria

e insomma, poco importa

perché la memoria passa ma la bellezza no

e i bottoni sono belli

essendo un modo tondo e gentile di legare

chiudere o tenere insieme lembi

sforzo di unità da considerare.

I sassi siano dati al figlio

venuti come denti dalla terra smossa

schegge di dinosauro o di un tempo molto andato

perfetti nella loro consunzione

ovali tondi piatti lisci ancora ovali

oggetti primordiali

impasti minerali a cui si riconosce vita

soltanto perché c’erano anche prima

di noi e della nostra discendenza

e resteranno sassi sassi a oltranza.

Gli oggetti salvati per pena sono tanti

ma non so chi potrà desiderare

perline perse, bambole smembrate

e tutte le matite necessarie

per scrivere da qui all’eternità.

Non sono collezioni o vanità

solo cose raccolte nella rete

dei giorni che passavano

sciacquate dalla minima risacca

della normalità.

Una volta invece raccoglievo rane

non so perché

forse mi piaceva l’ambiguo dell’anfibio

l’acqua e la terra insieme, o il verde

colore d’insidia e di veleno

ma anche di foglia e pianta.

Le rane le lascerei tutte scappare

se solo si potessero animare.

I libri li vorrei letti dal vento

e questo è il più banale testamento

di chi li ha amati senza una misura

spesso scambiati per la verità

proprio quello che un libro non ti dà.

 

Beatrice Masini (Milano, 1962), da Cose, in Dammi per sempre giugno, Molesini Editore Venezia, 2026

 

♫ Andrew York - Sweet Lifehttps://www.youtube.com/watch?v=NBfuyAeM4xs

 


2 commenti:

farris.antonello@tiscali.it ha detto...

Sì, anche la mia donna quando è volata via mi ha lasciato decine di bottoni. Erano i suoi compagni: grandi, piccoli, di tutti i colori, di mille fogge. Li teneva vicini quando cuciva, tagliava, imbastiva, quando indossava i vestiti fatti da lei, con loro a proteggerla. Ora sono i miei amici: chiedo loro di lei, e qualcosa mi parla, così dolcemente, così fantasiosa come era lei.

Irene Marchi ha detto...

Dolcissima testimonianza, grazie Antonello