Non amo la rosa complicata
coi suoi nomi sonori francesi
nemmeno la rosa rampicante
con i suoi avi giardinieri inglesi
preferisco la rosa di rovo
un fiore da bambini
cinque petali e duri archi di rami
per avvolgere stretto
il castello di una bella addormentata
Ma chi l’ha detto
che voleva tornare
lei no di certo, dormiva così bene
sognando illimitate possibilità
si sarà anche spaventata
la bocca sulla bocca
quel bacio a stampa di un estraneo invadente
principe sedicente, chi lo sa
Ma chi ti ha chiesto, amico
di riaccendere il tempo
come se fossi il re degli orologi
bel principe di niente
lei stava così bene a galleggiare
nel suo mare di rose
libera di non fare
ora tocca regnare
inventarsi il potere
e tra quello e l’amore
sono soltanto spine
Beatrice Masini (Milano, 1962), da Fiori, in Dammi per sempre giugno, Molesini Editore Venezia, 2026
♫🎝Shocking Blue – Wild Rose - https://www.youtube.com/watch?v=12DK7GmRVFo

2 commenti:
In una notte di pioggia violenta, Giacomo, impietosito, ospitò nella sua auto parcheggiata sotto casa, un barbone conosciuto in tutto il quartiere, ma in quel momento assai disperato. Poteva dormire sino all’alba per poi andare via. Ma la mattina sul cruscotto dell’auto c’era un foglio con su scritto: “Prendo il mazzo di rose selvatiche che ha lasciato in auto. Sono selvatiche quanto me e non posso resistere dal portarle via! Domani le porto un mazzo di rose Damascate ma per nulla selvatiche, so che accetterà il cambio. IL BARBONE”.
Irene, avrai capito che anch’io stravedo per le rose selvatiche, perché tutto ciò che è natura non contaminata né manipolata dall’uomo, mi affascina.
😊
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