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12 maggio 2026

Inevitabile entropia

 


 

MAGGIO

 

le vedi le mie rose come le strina

e le strugge.

                      Ha annerito le foglie al vento

e ora le corolle imputridiscono

le mie corolle le corolle immense

tenere come teste di bambino

delle mie rose;

                              e c’era voluto intero un inverno

per rafforzarne le radici.

                                            Vedi,

questa stagione assassina

come le azzanna.

                               Dov’è,

l’anello che non tiene, l’improbabile

regno delle sequenze dove l’entropia

sia scancellata, dove io

e tu e le rose la primavera non le marcisca.

 

Helle Busacca (Sampiero Patti, 1915-1996), da Helle Busacca - Poesie scelte, Ripostes Editore, 2002

 

♫Steve Reich – Music For 18 Musicians - https://www.youtube.com/watch?v=1oOmUi4HGt0

2 maggio 2022

Quanta luce!

 



Bello il mese di maggio***, senza dubbio. Ma la luce nuovamente intensa a volte  scatena un’inquietudine da pulizie interiori di primavera. Non so se capita anche a te, ma io a maggio mi sento un po’ come un ripostiglio in disordine (poi c’è pure il guardaroba… ma questa è un’altra storia).

 

Il sole e la rima di maggio

maggio sa di fragole e di rose
sì è molto bello però un poco
complica le cose perché coi fiori
forte rinasce l’inquietudine:
il sole ci svergogna gli angoli
nascosti dei pensieri, ripostigli
viventi noi, e questa  luce senza
pietà…  (ogni anno serve coraggio
e non soltanto per farci la rima)

Irene Marchi, da Mancano le indicazioni, Officine Editoriali, 2023

°ascoltando Camel – Chord Change https://www.youtube.com/watch?v=Zq3yDOq_WjI

*** Quest’anno maggio è tutt’altro che bello: porta con sé le ombre scure della guerra con tutto il suo carico di disperazione.  Mi sento un po’ sciocca e molto inutile nel proporre poesie in tempi così difficili, ma questo ho da offrire, oltre all’invito a continuare a sperare.

 

 

28 aprile 2018

Il verde e l’azzurro

 

Il verde e l’azzurro di maggio: non si possono spiegare… guardiamoli.

***

 

Nel mese di maggio

Dal mio giardino si vedono così e non si possono spiegare
l’accordo dell’azzurro rarefatto e quello del verde
che sale e si fa spazio in certe mattine di maggio
quando il calore viene sulle braccia scoperte
e tocca il tendine d’azzurro e il tendine di verde
che credevamo spenti, nella nostra testa di oggi,
tanti anni fa. In mattine così, la terra si piega
e si anima in cose inanimate come i sassi
nel brulichìo nascosto dalle foglie, nel nostro
essere muti e felici di non avere un nome.

Forse daremo un nome a questa luce sugli occhi,
alla rondine scolpita dall’aria mentre passa,
all’ombra durata un battito sulle nostre mani;
forse saremo infanzia e chiuderemo il pericolo
nel nome del pericolo e allontaneremo le nostre spalle
dalla città abbagliata e splenderanno amate dal caso
e dal vento le nostre impronte quando qualcuno chiuderà
il cancello dietro a noi, e ci guarderà partire.

Pierluigi Cappello, da Mandate a dire all’imperatore, Crocetti, 2010

°ascoltando Peter Green – In the Skies https://www.youtube.com/watch?v=u9vBpnN9eJM