E se un giorno non troppo lontano le persone si innamorassero soltanto di macchine umanizzate? In questo caso, le persone che invece (pazze!) continuassero ad innamorarsi di altri umani, verrebbero ghettizzate diventando quindi vittime di una nuova tipologia di razzismo? Saremo insomma ricordati (con stupore, fastidio e scherno) come "quegli antichi abitanti del pianeta che si legavano ad altri umani invece di scegliere macchine perfette da un catalogo"?
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Facile profezia
Le macchine si muoveranno di loro propria autonoma volontà, e saranno vive. Qualcuno penserà di farle funzionare meglio facendo provare loro un senso di benessere quando un’operazione riesce, e magari un uguale senso di benessere a certe parole di lode degli uomini o al tono della loro voce. E un senso di malessere quando saranno guaste, e quando gli uomini non saranno contenti di loro; e un senso di malessere, all’opposto, quando hanno lavorato troppo e si danneggiano. E un senso di malessere, infine, quando mancherà loro l’energia necessaria. E allora le macchine avranno fame, e cercheranno il cibo e cominceranno a contenderselo e a contenderlo agli uomini. E tutto ciò che è funzionale e armonioso e piacevole sembrerà loro bello, ed esse saranno come noi.
Carlo Bordini (Roma, 1938-2020), da I costruttori di vulcani, in Tutte le poesie 1975-2010, Luca Sossella Editore, 2010
°ascoltando Vangelis – Rachel’s Song- https://www.youtube.com/watch?v=osTq75dBFHI&t=43s- |
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