… per tutti (e nonostante la laboriosa skincare)
***
Decadenza
Ci sono i segni del sorriso sul mio viso ma io non rido.
Comincio a sbadigliare se sto fuori troppo oltre la
mezzanotte.
L’ultima volta che ho ballato mi è venuto il mal di
schiena
e di quel che ho dentro l’armadietto dei medicinali,
meglio non parlare.
Troppo aglio mi irrita il colon.
Troppo caffè mi irrita i nervi.
Otto specialisti mi curano i malanni
e di colpo mi accorgo che chiamano macchie i miei nei
di bellezza.
Le parti di me che puntavano fiere al cielo
man mano imboccano la parabola discendente.
Ho l’affanno già al primo piano
e so che è più facile, per me, intascare una polizza di
gruppo che sapere sul sesso tutto quello che volevo.
Ho le spalle più rigide a ogni cambio di stagione.
Le scritte minute si fanno più sfuocate ogni settimana.
Tutti gli apparati in cui confidavo per sempre soffrono scrocchi, blocchi, incrinature e Dio sa cos’altro.
La donna che ho in mente è giovane e perfetta.
Quella vera compra calze contenitive.
E dunque aspetto pace dei sensi e saggezza,
che, mi si dice, dovrebbero dispormi molto meglio
verso tutta la faccenda.Judith Viorst (New Jersey, 1931), da La gente e altre seccature, Einaudi, 2023, traduzioni di Leonardo Guzzo e Marco Sonzogni
♪♫♪ascoltando Arjen Anthony Lucassen - When I’m a hundred sixty-four – https://www.youtube.com/watch?v=zwHWRUx7Qmw

Nessun commento:
Posta un commento