Visualizzazione post con etichetta presenze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta presenze. Mostra tutti i post

3 maggio 2026

Sassi nel torrente


 (Restando ad ascoltare)

 

Se si rimane a lungo

seduti sulla sponda di un torrente

e con il solo scopo di lanciare dei sassi ad un cane

per vedere quant’è bravo

a sprofondare il muso per recuperarli

può darsi che dopo il ventesimo

quarantesimo lancio il respiro dell’acqua

cominci a farsi condiviso

perché porterebbe con sé

a ogni sasso una presenza che mancava:

non solamente mamma babbo amici care e fidanzate

ma tutti quelli del pianeta, da che mondo è mondo

ritornati alla terra.

 

A chi per disgrazia

fosse poco animista si consiglia

di prolungare il tempo della sosta

o aumentare il numero dei lanci.

 

Stefano Dal Bianco, da Paradiso, Garzanti, 2024

 

♫ Tobias Picker- Old and Lost Rivers - https://www.youtube.com/watch?v=xgaGQxEXwPw


4 settembre 2025

Chi va là!?

 



 

L’altro

 

Non sono mai solo

anche se nessuno è con me.

 

Un’ombra dardeggia sottile

il muro al mio fianco.

Mi volto: la strada è deserta.

 

Immobile ascolto il silenzio

riempire le stanze di là:

attendo di udire il suo passo

infrangere la vacillante

campana di vetro intorno

alla mia paura.

 

Vorrei che almeno parlasse

sapere com’è la sua voce.

Ma tace: respira appena

adesso col mio respiro.

 

Alberto Vigevani, da Anche le più lievi, in L’esistenza – Tutte le poesie 1980-1992, Einaudi, 2010

 

𝅘𝅥𝅲 ascoltando The Who – Who Are You -  https://www.youtube.com/watch?v=LYb_nqU_43w

27 giugno 2020

Cantano…

 

C’è qualcosa di magico in questa poesia che descrive… qualcosa di magico! Qualcosa di inspiegabile, che va oltre la ragione e la logica. Qualcosa che illumina e inquieta allo stesso tempo.
Hai mai avvertito qualcosa di simile?

***

 

Nessuno sa cosa siano
 

Scendono, attraversando il firmamento,
vengono senza essere chiamati.
Nessuno sa cosa siano né a che luogo appartengano.
Discendono, magici e stranieri,
illuminano senza luce, cantano senza musica.

Giungono, definitivamente giungono;
ci invadono
e accade qualcosa che non comprendiamo
che ci brucia senza fuoco.
Da dove non sappiamo, ritornano.
Portano al loro apparire, nel loro tempo inopportuno,
l’inquietudine profonda dell’incerto.
Non riscaldano né gelano,
solo inquietano. E profumano
come la luna sul mare. Cantano
come il colore vibrante dei fiori.
Nessuno sa cosa siano, né a che luogo appartengano,
però il sangue accelera,
la memoria rabbrividisce come un naufrago.

Scendono, attraversando il firmamento,
vengono fuori dall’abisso e dalla nostalgia,
illuminano senza luce, cantano senza musica.
Dio mio, cantano, come cantano.

*

Nadie sabe qué son
 

Bajan, atravesando el firmamento,
vienen sin ser llamados.
Nadie sabe qué son ni a dónde pertenecen.
Descienden, mágicos y ajenos,

iluminan sin luz, cantan sin música.

Llegan, definitivamente llegan;
nos invaden
y algo que no entendemos sobreviene
quemándonos sin fuego.
De donde no sabemos, vuelven.
Traen en su aparecer, en su deshora,
la desazón profunda de lo incierto.
No calientan ni hielan,
sólo inquietan. Y huelen
como la luna sobre el mar. Cantan
como el color vibrante de las flores.

Nadie sabe qué son ni a dónde pertenecen,
pero la sangre se acelera,
la memoria tirita como un náufrago.

Bajan, atravesando el firmamento,
suben desde el abismo y la nostalgia,
iluminan sin luz, cantan sin música.
Dios mío, cantan, cómo cantan.

Francisca Aguirre (Alicante 1930-2019), in Paesaggi di carta, Multimedia Edizioni, traduzione di Raffaella Marzano, (fonte https://www.potlatch.it/)

°ascoltando una canzone che ho già citato qui sul blog un’infinità di volte, ma che in questo caso  mi sembra davvero in tema: Little Wing  di Jimi Hendrix non è forse, per parole e musica, un po’ magica?