Questa mattina parlavo con la piantina che ho sul balcone e mi diceva cose con un silenzio così gentile... o forse era gentilezza silenziosa?
P.S. ... comunque la piantina era una kalanchoe, nulla di più "estroso" :-)
***
Il silenzio delle piante
La conoscenza unilaterale tra voi e me
si sviluppa abbastanza bene.So cosa sono foglia, petalo, spiga, stelo, pigna,
e cosa vi accade in aprile, e in dicembre.Benché la mia curiosità non sia reciproca,
su alcune di voi mi chino apposta,
e verso altre alzo il capo.Ho dei nomi da darvi:
acero, bardana, epatica,
erica, ginepro, vischio, nontiscordardimé,
ma voi per me non ne avete nessuno.Viaggiamo insieme.
E quando si viaggia insieme si conversa,
ci si scambiano osservazioni almeno sul tempo,
o sulle stazioni superate in velocità.Non mancherebbero argomenti, molto ci unisce.
La stessa stella ci tiene nella sua portata.
Gettiamo ombre basate sulle stesse leggi.
Cerchiamo di sapere qualcosa, ognuno a suo modo,
e ciò che non sappiamo, anch’esso ci accomuna.Io spiegherò come posso, ma voi chiedete:
che significa guardare con gli occhi,
perché mi batte il cuore
e perché il mio cuore non ha radici.Ma come rispondere a domande non fatte,
se per giunta si è qualcuno
che per voi è a tal punto nessuno.Epifite, boschetti, prati e giuncheti –
tutto ciò che vi dico è un monologo
e non siete voi che lo ascoltate.Parlare con voi è necessario e impossibile.
Urgente in questa vita frettolosa
e rimandato a mai.
Wisława Szymborska, da Attimo, Scheiwiller, 2002, traduzione di Pietro Marchesani
°ascoltando Small Plant - Neighbouring Trees - https://www.youtube.com/watch?v=Tmt-pA7AYN4&list=OLAK5uy_m684hm31cE_8_Xq_gJLMv2Pi1C8Y-BJdk&index=4

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