11 luglio 2025

Oggetti di vita vissuta

 


Gli oggetti a cui diamo una seconda, terza vita: pensa se potessero parlare...

 (ma forse, a modo loro, già parlano).

*** 


Fra tutti gli oggetti i più cari
sono per me quelli usati.
Storti agli orli e ammaccati, i recipienti di rame,
i coltelli e forchette che hanno di legno i manici,
lucidi per tante mani: simili forme
mi paiono di tutte le più nobili. Come le lastre di pietra
intorno a case antiche, da tanti passi lise, levigate,
e fra cui crescono erbe, codesti
sono oggetti felici.
Penetrati nell’uso di molti,
spesso mutati, migliorano forma, si fanno
preziosi perché tante volte apprezzati.
Persino i frammenti delle sculture,
con quelle loro mani mozze, li amo. Anche quelle,
vissero per me. Lasciate cadere, ma pure portate;
travolte sì, ma perché non troppo in alto stavano.
Le costruzioni quasi in rovina
hanno l’aspetto di progetti
incompiuti, grandiosi; le loro belle misure
si posson già indovinare; non hanno bisogno
ancora della nostra comprensione. E poi
han già servito, sono persino superate. Tutto
questo mi fa felice.

Bertolt Brecht, da Poesie, Einaudi, 1959, traduzione di Ruth Leiser e Franco Fortini

 

°ascoltando René Aubry - Ne m'oublie pas - https://www.youtube.com/watch?v=FePXHXodtP4

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