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16 luglio 2026

Presenze costanti🧡

 



 

con me vive un dinosauro

rimasto per anni nel vaso di una pianta

due  zampe dentro la terra

folletto di terrazza

ora invece ha cambiato mestiere

mi guarda dipingere, mi tiene i pennelli

è nato all’asilo

dalle mani di mia figlia

si chiama Marta

 

i.m.'26 

 

♫🎝♫ Allman Brothers Band - Little Martha - https://www.youtube.com/watch?v=typ2c8JPkLE 

17 giugno 2026

Cose che fanno quello che vogliono

 


Da qualche anno utilizzo un noto sito di compravendita di articoli di seconda mano, e posso dire che è uno spaccato piuttosto fedele della società. Ci sono persone molto gentili, che chiedono con cortesia, rispondono altrettanto garbatamente, spediscono o ritirano in tempi ragionevoli, proteggono gli oggetti con imballaggi adeguati e lasciano perfino una buona recensione quando tutto è andato per il verso giusto; e poi ci sono persone che non fanno nulla di tutto ciò; le vie di mezzo, a dire il vero, sembrano piuttosto rare (e, naturalmente, ci sono anche i truffatori, come dappertutto). Insomma, le dinamiche online riflettono perfettamente quelle reali: è bene esserne consapevoli per non prenderla troppo sul personale.

Ma la possibilità più spiazzante è quando sono gli articoli acquistati a comportarsi a modo loro...

*** 

mi arrendo

 

ho comprato una mano fatta di legno

 al mercato del second hand, perdonami

il gioco di parole – dita che si piegano

per imparare a disegnarle

ma questa mano di robot d’altri tempi

adesso un po’ mi fa paura:

s’è presa i miei anelli e non credo m’insegnerà

un bel niente  ha trovato la sua vera funzione 

è arrivata ieri e già fa quello che le pare

 

i.m.2025

 

𝅘𝅥𝅘𝅥𝅮𝅘𝅥𝅯 ascoltando  Pyotr Ilyich Tchaikovsky, Suite da "Lo Schiaccianoci" - Danza della fata confetto -  https://www.youtube.com/watch?v=w_J4CJ504LQ

7 febbraio 2026

Pesi e fragilità


Sai reggere la fragilità (tua o di altr*)?

*** 

 

Il sofà

 

Tutti abbiamo un mondo dentro
e tutti sopportiamo la solitudine
dire che dentro di me
ci sono solo molle e legno
è come dire che dentro di voi
ci sono solo cuore fegato o polmoni.
Assisto non impassibile
a vite complesse o frantumate
assorbo discorsi irascibili
o promettenti ma
in questa casa insonne
io sono l’astronave.
Tra le mie strutture a piume
reggo una bambina la nascondo
la porto in alto mare
e in cielo profondo,
è un’esperta di derive
di cunicoli scavati nella sostanza
della notte, la conservo tra i cuscini
come un’improvvisa sobrietà.
In questo viaggio di allontanamento
lo so lei sogna
qualcuno che oltrepassi la distanza
senza nulla da offrire
una faccia che tramonti
e si lasci guardare,
una protezione terrestre.
Di forte la bambina
ha solo le spalle
e pensieri che danno alla notte
sonagli di sapienza.
In questa marcia di avvicinamento
stupisco di una confidente intimità
senza pentimenti e saggio
la mia flessibilità
non sotto il peso di una bambina
ma di un dolore
pari a quello di un adulto
ma senza mondo.
Io sono un sofà
che conduce a una visione
aperta
su voi bestemmiatori degli oggetti
ospitando
una ferita di notte polare
in completa nudità.

Chandra Livia Candiani da Fatti vivo. 2006-2016, Einaudi, 2017

 

🎝♫ ascoltando Fred Neil - Everybody's Talkin' -https://www.youtube.com/watch?v=V61hplKFVNc

 

11 luglio 2025

Oggetti di vita vissuta

 


Gli oggetti a cui diamo una seconda, terza vita: pensa se potessero parlare...

 (ma forse, a modo loro, già parlano).

*** 


Fra tutti gli oggetti i più cari
sono per me quelli usati.
Storti agli orli e ammaccati, i recipienti di rame,
i coltelli e forchette che hanno di legno i manici,
lucidi per tante mani: simili forme
mi paiono di tutte le più nobili. Come le lastre di pietra
intorno a case antiche, da tanti passi lise, levigate,
e fra cui crescono erbe, codesti
sono oggetti felici.
Penetrati nell’uso di molti,
spesso mutati, migliorano forma, si fanno
preziosi perché tante volte apprezzati.
Persino i frammenti delle sculture,
con quelle loro mani mozze, li amo. Anche quelle,
vissero per me. Lasciate cadere, ma pure portate;
travolte sì, ma perché non troppo in alto stavano.
Le costruzioni quasi in rovina
hanno l’aspetto di progetti
incompiuti, grandiosi; le loro belle misure
si posson già indovinare; non hanno bisogno
ancora della nostra comprensione. E poi
han già servito, sono persino superate. Tutto
questo mi fa felice.

Bertolt Brecht, da Poesie, Einaudi, 1959, traduzione di Ruth Leiser e Franco Fortini

 

°ascoltando René Aubry - Ne m'oublie pas - https://www.youtube.com/watch?v=FePXHXodtP4

2 luglio 2024

Poeti (e dove trovarli)

 


(Trova il poeta)

***

Il poeta come mobile

Il poeta appartiene agli oggetti per la casa;
lo si trova in mezzo alle cesoie, ai copertoni,
ai rubinetti, ai chiodi: terzo piano a sinistra,
nei grandi magazzini, dove è disponibile
 
a prezzi contenuti. Tutti i capi reparto
ne conoscono l’impiego. Un opuscolo blu
vanta le sue qualità. Gli basta poco spazio:
un metro cubo, al massimo, in cucina.
 
Il modello comune consuma pane duro
con un quarto di vino. In un giorno di sofferenza
o di sventura, può essere di grande aiuto
 
perché la sua specialità è l’aria primaverile
irresistibile e dolce, che lui diffonde sulle pareti,
sulla lavatrice, sul fornello, sulla spazzatura.

Alain Bousquet, da Sonnets pour une fin de siècle, 1980, (mia libera traduzione)

***

Le Poète comme meuble

 

Le poète appartient aux objets ménagers ;
on le trouve parmi les sécateurs, les pneus,
les robinets, les clous : troisième étage à gauche,
dans les grands magasins, où il est disponible

 
à des prix modérés. Tous les chefs de rayon
en connaissent l’emploi. Une brochure bleue
vante ses qualités. Il lui faut peu de place:
un mètre cube, au maximum, dans la cuisine.
 
Le modèle courant consomme du pain dur
avec un quart de vin. Par un jour de souffrance
ou de malheur, il peut rendre de grands services
 
car sa spécialité, c’est un air de printemps
irrésistible et doux, qu’il répand sur les murs,
la machine à laver, le réchaud, la poubelle.

°ascoltando Linkin Park – Announcement Service Publichttps://www.youtube.com/watch?v=L1COLwL5AlU&t=1s

 

22 novembre 2022

Incompresa

 

(La vita è uno strano oggetto)

***

Alla fine

svuotare una casa non è come
morire ma la morte ti osserva
di stanza in stanza – così accendi
la musica per non avere paura –
e ti domandi la vita è dunque
tutta qui? riporre in un armadio
qualcosa che poi verrà, alla fine,
gettato svenduto dimenticato
ma mai, mai, completamente capito

Irene Marchi, da Mancano le indicazioni, Officine Editoriali, 2023

°ascoltando Lucy Dacus – Familiar Placehttps://www.youtube.com/watch?v=R-BtNR9vFJk&t=6s


4 dicembre 2021

La pazienza degli oggetti

 


Una pazienza che solo gli oggetti possono avere:

Infinita è la pazienza delle cose
adagiate nell’oblio inerte della casa
finché uno sguardo non le rianima
e tornano ad essere – per loro per noi
la forma semplice dei gesti usuali
lo scivolare lento di giorni tutti uguali.

Giovanna Rosadini (Genova, 1963), da Fioriture capovolte, Einaudi, 2018


8 agosto 2021

Less is more

 

Voglia di leggerezza 

***

Gli oggetti sono dispettosi
Si burlano di me quando li osservo
Mi danno la vertigine dell’immobilità
Mi dicono l’ora della partenza
Allora bisogna donare o gettare
Nulla conservare in soffitta
Perché la muffa veglia
E la stupidità ci tormenta
Spogliarsi di tutto
Guadagnare la leggerezza assoluta
Unica compagna dell’ultimo viaggio.

Tahar Ben Jelloun (Fès, Marocco, 1944), da Poesie dipinte (n. 90), in Dolore e luce nel mondo, La nave di Teseo, 2021, traduzione di Cettina Calò

ascoltando Vashti Bunyan – Where I Like To Stand https://www.youtube.com/watch?v=f6u_7yd4bg8

2 aprile 2021

Stare a casa

 

Qual è la stanza di casa tua che preferisci?
E che cosa ti raccontano gli oggetti di quella stanza? Perché qualcosa raccontano, sì.

***

 

Ammirevole è la vita delle cose.
Nulla trapela dai loro gesti
impassibili, presagiti e scelti
come unica e costante idea.
Sono sacerdoti assorti
che occupano questa sala
per un misterioso capitolo.

Valerio Magrelli, da Ora serrata retinae, Einaudi, 1980

°ascoltando Cat Stevens – Into Whitehttps://www.youtube.com/watch?v=KHg_q8geAC0


13 luglio 2019

Guarda meglio

 




Dove sta la poesia?
(Non sempre e non soltanto dentro a un tramonto o tra parole d’amore)

***

Pressappoco

Prende in mano oggetti scompagnati – una pietra,
una tegola rotta, due fiammiferi bruciati,
il chiodo arrugginito del muro di fronte,
la foglia entrata dalla finestra, le gocce
che cadono dai vasi annaffiati, quel filo di paglia
che ieri il vento portò sui tuoi capelli, – li prende
e là nel suo cortile costruisce pressappoco un albero.
In questo “pressappoco” sta la poesia. La vedi?

Ghiannis Ritsos, in Poesia n.239 – giugno 2009, Testimonianze, seconda serie, 1964-1965, traduzione di Nicola Crocetti

 

°ascoltando Jethro Tull – Bouree  https://www.youtube.com/watch?v=NDdt3OJTLKQ