La domanda è sempre la stessa: a che cosa serve la poesia? Perfino la domanda è quasi inutile, sacrificabile, secondaria in questa nostra realtà fatta di performance, profitti, perfezioni esibite, certezze scolpite e divisive. Ma poi... nello spazio di un silenzio, è tutto vero quello che appare?
***
Le poesie contano
Era snobismo, forse
(o abitudine)
voler
foratura,
preferire il cotone, per esempio,
con le sue asimmetrie ruvide,
al poliestere
o al rayon untuoso.
Ma questo, presumo,
è quanto andavamo cercando ー
questa trama
che osa abbracciare
l'aria,
questa calma di lino, questi bordi sfilacciati,
questi luoghi dove il pensiero
corre
consunto,
dove i colori stingono in
qualcosa d'immensamente azzurro
come il cielo,
questi cenci
in pace, o quasi,
col grande oltraggio
di non esser presenti.
Ce n'è voluto parecchio
per capire
che le poesie contano
perché hanno buchi.
Arundhathi Subramaniam (Bombay, 1967), in "Poesia", n. 33, Settembre-Ottobre 2025, Crocetti Editore, traduzione di Graziano Krätli
♪♫♪ ascoltando Lisa Hannigan - Fall - https://www.youtube.com/watch?v=bYubEn15eH4

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