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21 aprile 2026

"Lievemente (...)"

(Tu ci credi alle fate? Spero di sì)

*** 

 

Lievemente - come un desiderio

che sta nascendo sei di nuovo qui, fata:

non hai avuto smarrimento:

sei nel sentiero la luce e il movimento.

 

Il piccolo vento che dall'ombra

mi entra negli occhi e su per i capelli

sei tu, o sorridente

che crede in me esistente - come io credo in te.

 

Adesso mi metto con te dialogare.

 

Mi chiedo - dici - perché la vostra mente

quando è bambina crede nelle fate

e poi dismette: così perdete

il sentiero, la fola e la foresta.

 

Giuliano Scabia, da Opera della notte, Einaudi, 2003

 

♫ The Moody Blues - Om - https://www.youtube.com/watch?v=ax6ztO4WCa0

24 ottobre 2020

Te li ricordi gli animali?

 

 Un rimedio per l’insonnia e una bella domanda:

I.

A notte fonda, se non funziona
la pastiglia, guardo gli animali
sullo schermo del computer.
Mi calmano le ali, la savana,
lo sterno carenato degli uccelli.
Aspetto gli sbadigli dei felini
quelli docili dei gatti soprattutto.
Dopo sbadigliando torno a letto.

2.

Come mai di colpo poi spariscono
senza dare spiegazioni, come mai
nessuno vuole più sentire il verso
del cavallo, nessuno dice più nitrito,
raglio, nessuno vuole più un barrito.
Sono grandi glaciazioni, gli animali
se ne vanno dalle case nottetempo.
Ci si sveglia e non c’è più l’infanzia.

Andrea Bajani, da Dimora naturale, Einaudi, 2020




5 giugno 2019

Cerca comunque un fiore

 



La grande paura

La storia della mia persona
è la storia di una grande paura
di essere me stessa,
contrapposta alla paura di perdere me stessa,
contrapposta alla paura della paura.
Non poteva essere diversamente:
nell’apprensione si perde la memoria,
nella sottomissione tutto.
Non poteva
la mia infanzia,
saccheggiata dalla famiglia,
consentirmi una maturità stabile, concreta.
Né la mia vita isolata
consentirmi qualcosa di meno fragile
di questo dibattermi tra ansie e incertezze.
All’infanzia sono sopravvissuta,
all’età adulta sono sopravvissuta.
Quasi niente rispetto alla vita.
Sono sopravvissuta, però.
E adesso, tra le rovine del mio essere,
qualcosa, una ferma utopia, sta per fiorire.

Piera Oppezzo (1934-2009), testo tratto da La poesia è un unicorno, di Francesca Genti, 2018

*ascoltando Peter Gabriel (feat. Kate Bush) – Don’t Give Up https://www.youtube.com/watch?v=8LMB6K4rTGU