11 maggio 2025

Domande, richieste, preghiere

 


 (2025, un giorno qualunque...)

***

 

Parole per un amico che si chiama Dio

 

1962
un giorno qualunque.
Gli uomini hanno messo in orbita
un’altra capsula.
L’astronauta ha detto che la terra
è una pallina blu con tempeste
e che tu non c’eri né dentro né fuori.
Passa il tempo.
C’è lo stronzio-90 nella respirazione,
c’è nella luce,
cade sugli asini e sui loro carichi di fiori.
Passa il tempo.
Il sole, il tuo sole si distende
in lingue dolci sulla campagna,
brucia la pelle dell’acqua e degli amanti
e un alito di fornicazione ascende.
Passa il tempo.
Uno non si stanca di essere vivo
anche se continua ad annodarsi la cravatta,
anche se si sente il crepitio
delle mitragliatrici,
anche se la morte cade ingrassando la terra.
Insomma amico Dio:
è il 1962
in tutti i calendari
e popoli oscuri continuano avvolti nella loro febbre,
costruiamo case e bombardieri
sotto le cui ali stanno distese
le città che non conosciamo.
Non ho altro da raccontarti.
Sono solo come un nuovo venuto.
Magari mi compro un elefantino
da regalare a qualcuno
e anche se tu non ci sei né dentro né fuori
ti chiedo dai miei denti di mais
che nessuno se ne vada d’estate.

Mario Rivero (Colombia, 1935), da Sudamericana – 27 poeti dell’America Latina, Mondadori, 1999, traduzione di Hugo García Robles e Umberto Bonetti

 

°ascoltando Giulio Wilson & Inti Illimani - Vale la pena https://www.youtube.com/watch?v=EhoXtcdRcSM&t=6s

 

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