17 maggio 2025

Guardando le nuvole

 

(Secondo me, quello che è scritto nel penultimo verso non è necessario che accada sempre - quindi nulla di male anche se qualcuno vede)

***

 

Parafrasi delle nuvole #3

 

Questa volta il poeta

rappresenta sé stesso

disteso a faccia in su

in un prato qualsiasi

nell’atto di fissare a lungo il cielo

 

è un pomeriggio di tempo variabile

il cielo azzurro è macchiato di nuvole

o forse è il contrario, sono le nuvole

a essere macchiate di azzurro cielo

 

Non si distingue bene

quale dei due è lo sfondo

e quale il primo piano

 

Ma a un certo punto accade

che le nuvole gli sembra che formino

una costellazione

una costellazione sfracellata

spiattellata ed elastica,

in cui i rapporti fra le stelle-nuvole

cambiano un po’ alla volta

e anche le stelle cambiano

 

Altrettanto succede

alle macchie di azzurro

 

al poeta fanno pensare a

costellazioni esplose

a un firmamento che si dà da fare

e ce la mette tutta

per avere una forma

ma intanto cambia sempre

irrimediabilmente

 

Così si chiude questa poesia, ma

nella strofa finale,

costruita anch’essa

di endecasillabi e settenari

il poeta si volta a faccia in giù

e, con il viso affondato nell’erba

senza che nessuno possa vederlo

improvvisamente si mette a piangere

 

Tiziano Scarpa, da Le nuvole e i soldi, Einaudi, 2018

 

°ascoltando Supertramp - Maybe I'm A Beggar - https://www.youtube.com/watch?v=wccrZ82GrQ0

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