(Secondo me, quello che è scritto nel penultimo verso non è necessario che accada sempre - quindi nulla di male anche se qualcuno vede)
***
Parafrasi delle nuvole #3
Questa volta il poeta
rappresenta sé stesso
disteso a faccia in su
in un prato qualsiasi
nell’atto di fissare a lungo il cielo
è un pomeriggio di tempo variabile
il cielo azzurro è macchiato di nuvole
o forse è il contrario, sono le nuvole
a essere macchiate di azzurro cielo
Non si distingue bene
quale dei due è lo sfondo
e quale il primo piano
Ma a un certo punto accade
che le nuvole gli sembra che formino
una costellazione
una costellazione sfracellata
spiattellata ed elastica,
in cui i rapporti fra le stelle-nuvole
cambiano un po’ alla volta
e anche le stelle cambiano
Altrettanto succede
alle macchie di azzurro
al poeta fanno pensare a
costellazioni esplose
a un firmamento che si dà da fare
e ce la mette tutta
per avere una forma
ma intanto cambia sempre
irrimediabilmente
Così si chiude questa poesia, ma
nella strofa finale,
costruita anch’essa
di endecasillabi e settenari
il poeta si volta a faccia in giù
e, con il viso affondato nell’erba
senza che nessuno possa vederlo
improvvisamente si mette a piangere
Tiziano Scarpa, da Le nuvole e i soldi, Einaudi, 2018
°ascoltando Supertramp - Maybe I'm A Beggar - https://www.youtube.com/watch?v=wccrZ82GrQ0

Nessun commento:
Posta un commento