Ripropongo la domanda che si pone il poeta alla fine della poesia: “Chissà se mai
abbiamo posseduto qualcosa di così prezioso”.
***
Il nipote di Van Gogh
È il figlio di Theo, ma non gli resta
più nessuno dei quadri – donati o svenduti –
dello zio Vincent, tanto ricercati oggi.
Gli è venuto in mente lo straccio da cucina
che un giorno, giocando con lui, gli dipinse.
Rovista ovunque, cerca quel girasole
che possa liberarlo dalla miseria.
Non so se l’ha trovato: ciò che importa è sapere
che tra gli stracci della memoria,
tra la sfortuna e gli errori,
ci resta sempre qualcosa di valore.
Forse di grande valore. Chissà se mai
abbiamo posseduto qualcosa di così prezioso.
*
El sobrino de Van Gogh
Es el hijo de Theo, pero ya no le queda
ninguno de los cuadros -dados o malvendidos-
del tío Vincent, tan buscados hoy.
Ha recordado el trapo de cocina
que, jugando con él, una vez le pintó.
Remueve todo, busca el girasol
que lo ha de liberar de la miseria.
No sé si lo encontró: lo que importa es saber
que entre los trapos que hay en la memoria,
entre la mala suerte y los errores,
nos queda alguna cosa de valor.
Quizá de un gran valor. Quién sabe si jamás
hemos tenido nada tan valioso.Joan Margarit (Spagna, 1938-2021), da Cálculo de estructuras.
Visor Libros, 2005, (mia libera traduzione)
♫♪ascoltando Balmorhea – Remembrance - https://www.youtube.com/watch?v=YJ__ja4QpMM

Nessun commento:
Posta un commento