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10 luglio 2026

Insomma, un po' d'attenzione!

 



ieri ho perso chissà dove

in casa mia

il fermaglio rosso per capelli

la vecchia forbice da giardino

gli occhiali da lettura

– devo comprarne di nuovi,

e con più gradazione… –

ancora chissà dove

          mi sono persa

troppi minuti – forse ore –

 

          senza abitarli

 

– e no, non li vendono

da nessuna parte

 

©i.m. ‘26

 

♫♬♫ Tool - Disposition - https://www.youtube.com/watch?v=dUQjGpm5Kr8 

11 ottobre 2025

... "qualcosa di così prezioso"


Ripropongo la domanda che si pone il poeta alla fine della poesia: “Chissà se mai
abbiamo posseduto qualcosa di così prezioso
”.

*** 

 

Il nipote di Van Gogh 

 

È il figlio di Theo, ma non gli resta

più nessuno dei quadri – donati o svenduti –

dello zio Vincent, tanto ricercati oggi.
Gli è venuto in mente lo straccio da cucina
che un giorno, giocando con lui, gli dipinse.
Rovista ovunque, cerca quel girasole
che possa liberarlo dalla miseria.

 

Non so se l’ha trovato: ciò che importa è sapere
che tra gli stracci della memoria,
tra la sfortuna e gli errori,
ci resta sempre qualcosa di valore.
Forse di grande valore. Chissà se mai
abbiamo posseduto qualcosa di così prezioso.

 

* 

El sobrino de Van Gogh

Es el hijo de Theo, pero ya no le queda
ninguno de los cuadros -dados o malvendidos-
del tío Vincent, tan buscados hoy.
Ha recordado el trapo de cocina
que, jugando con él, una vez le pintó.
Remueve todo, busca el girasol
que lo ha de liberar de la miseria.

No sé si lo encontró: lo que importa es saber
que entre los trapos que hay en la memoria,
entre la mala suerte y los errores,
nos queda alguna cosa de valor.
Quizá de un gran valor. Quién sabe si jamás
hemos tenido nada tan valioso.

Joan Margarit (Spagna, 1938-2021), da Cálculo de estructuras.
Visor Libros, 2005, (mia libera traduzione)

 

♫♪ascoltando Balmorhea – Remembrance - https://www.youtube.com/watch?v=YJ__ja4QpMM

14 maggio 2021

Valli a capire…

 



Valli a capire, i calzini (e non solo).

***

Due calzini
uno brutto e uno bello
li compero ogni autunno.
Due calzini,
uno brutto e uno bello
si perdono: ogni autunno.
C’è un luogo, signora,
dove si perdono i calzini,
c’è, signora,
in ogni casa.
La signora che vende i calzini
sorride
e ha quella certa comprensione
negli occhi:
è d’accordo con me.
Ci accaniamo
per un buon cinque minuti
io e la signora
sui calzini scomparsi
e su chi li faccia scomparire.
Dopo mi sento meglio,
ma non mi volto a guardare:
la voglio pensare assorta,
la signora dei calzini,
con una certa profondità negli occhi
con una certa comprensione per me.
Perché ciò che veramente volevo dirle
ciò che veramente mi infastidisce
è che ho perso qualcosa
che ieri sera avevo capito
e che ora non so più,
non me lo ricordo.
C’è un luogo, signora,
dove si perdono i pensieri,
c’è, signora,
in ogni corpo.
Perciò ho due calzini nuovi
in borsa,
uno bello e uno brutto,
due calzini perduti
in casa,
uno bello e uno brutto,
e ho il cuore terribilmente confuso

Alessandra Racca, da Nostra Signora dei calzini – Deluxe, Neo Edizioni,  2018

°ascoltando Vinicio Capossela – Il Paradiso dei calzini https://www.youtube.com/watch?v=aDFH1c53n_Y