1 dicembre 2025

Una cosa da non dimenticare

 

Nei versi che seguono, il poeta chiede di uscire dall’individualità umana per partecipare a tutte le forme di esistenza che la realtà offre: la natura, la storia, gli animali, gli elementi, il cosmo. Ma l’individuo, non è forse già parte di tutto ciò che il poeta invoca? (È che a volte ce lo dimentichiamo… chissà dove abbiamo la testa!)

***

Fuorché me stesso

 

Vorrei essere tutto, fuorché

me stesso. Se tu puoi

dammi il tremore dell’oleandro

la gloria febbricitante di Alessandro

le mani di un pescatore

il sapere e il dolore

che spingono i salmoni verso le foci

il volo della tortora

il riflesso che imporpora

rose e cieli quando è sovrana

Venere. Tutto, fuorché

me stesso, fuorché tornare

in me stesso.

Giuseppe Conte (Imperia, 1945), da Dialogo del poeta e del messaggero, Mondadori, 1992

 

♫ascoltando  Planxty – Si Bheag, Si Mhor -https://www.youtube.com/watch?v=odKl7lOfzC0

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