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7 giugno 2026

Non ci saranno (e non ci sono) scuse

 

Chi la racconterà

 

Chi la racconterà domani

la storia dei migranti di oggi

chi tra loro ce la farà

chi tra loro potrà mettere in versi

narrare, dipingere, scolpire

l’inferno di questi loro giorni

le barche, i cadaveri, i disperati,

le frontiere spinate, i chilometri a piedi,

nelle stive, nei furgoni, gli insulti

l’odio e le mani tese

per poter vivere, per poter testimoniare.

Leggeremo pensando sì mi ricordo

ma avevo figli, il mutuo, problemi al lavoro,

non stavo bene, ero in vacanza,

sì mi ricordo ma non mi riguardava

l’orrore accanto a me.

Chi domani leggerà

non avrà scuse

per le colpe di oggi.

 

Anna Toscano (Treviso, 1970-2025), da Una telefonata di mattina, La Vita Felice, 2016

 

♫Arvo Pärt – Fratres - https://www.youtube.com/watch?v=yl5-icz-CBQ

18 novembre 2022

“The show must go on”? (No, non sempre)

 




Mio padre ha amato profondamente il calcio (quello sano), ha vissuto di e per il calcio (quello del  fair play), e sono certa che questi mondiali indegni e vergognosi (Qatar 2022), questi mondiali che hanno calpestato consapevolmente la dignità e la vita di migliaia di lavoratori sfruttati, non li avrebbe mai guardati, boicottando così uno show che qualche volta si dovrebbe anche fermare.

“(…) Ci sono nel calcio dei momenti esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del “goal”. Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica. Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell’anno. In questo momento lo è Savoldi. Il calcio che esprime più goal è il calcio più poetico.

Anche il “dribbling” è di per sé poetico (anche se non “sempre” come l’azione del goal). Infatti il sogno di ogni giocatore (condiviso da ogni spettatore) è partire da metà campo, dribblare tutti e segnare. Se, entro i limiti consentiti, si può immaginare nel calcio una cosa sublime, è proprio questa. Ma non succede mai (…).

Pier Paolo Pasolini, da “Il giorno”, 3 gennaio 1971

°ascoltando Francesco De Gregori – La leva calcistica della classe ‘ 68 – https://www.youtube.com/watch?v=lETVilXSfNY




16 gennaio 2016

Basta

 



Almeno non decentriamo lo sguardo

Guardiamo bene
queste cose,
cose, cose,
scarpe, cose,
cose, giocattoli…
tutto costruito da bambini
che di quel gioco
conoscono soltanto 
l’affamata fatica.


Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015