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13 agosto 2026

Inaspettatamente

Capita che un'immagine inaspettata ci riporti improvvisamente alla realtà presente (ma perché ci eravamo allontanti dalla realtà?).

*** 

 

All’improvviso un cervo,

una statua nell'erba alta,

luccica nel tramonto biblico

e interrompe

inaspettato

i passi cauti della

mia vita altrove

 

Joan Baez (New York, 1941), da Quando vedi mia madre, chiedile di ballare, La nave di Teseo, 2025, traduzione di Elena Malanga

 

♫🎝 Leo Kottle - Crow River Waltz - https://www.youtube.com/watch?v=Hs1HB8xHG9k

22 ottobre 2025

A ogni incrocio

 ... la visuale cambia (e attenzione alle distrazioni)

***


la macchina

 

Tu guarda la macchina per esempio:

la realtà se la porta avanti

             in chiaro

 tenuta in ostaggio dagli abbaglianti

- quello che non serve rimane a lato.

 

La porzione illuminata

muta a ogni curva, a ogni rettilineo.

A ogni incrocio.

 

Igor De Marchi, da Rendiconto su reddito e salute, Ediciclo Ed.,  2003

 

♪♪♪ascoltando  Soft Machine: "Slightly All The Time",  https://www.youtube.com/watch?v=-MQMEV01VrI

28 settembre 2025

Un abisso

 

(Ma la realtà in cui viviamo, la nostra realtà, ce l’ha un senso?)

***

A domani

Sto per chiudere gli occhi a bassa voce
sto per entrare a tentoni nel sonno.
In questo istante l'odio non lavora

per la morte sua povera padrona
la volontà sospende il suo battito
e io mi sento distante, così piccolo

che invoco Dio, ma non gli chiedo
niente, a patto di condividere appena
questo universo che abbiamo conseguito

con le cattive e a volte con le buone.
Perché il mondo sognato non è lo stesso
che questo mondo di morte a piene mani?

Il mio incubo è sempre l'ottimismo:
dormo debolmente, sogno che son forte,
ma il futuro attende.
È un abisso.

Non dirmelo quando mi sveglio.

 

Mario Benedetti (Uruguay, 1920-2009), testo e traduzione (di Francesco Luti) da https://www.casadellapoesia.org/

* 

Hasta mañana

Voy a cerrar los ojos en voz baja
voy a meterme a tientas en el sueño.
En este instante el odio no trabaja
para la muerte que es su pobre dueño
la voluntad suspende su latido
y yo me siento lejos, tan pequeño

que a Dios invoco, pero no le pido
nada, con tal de compartir apenas
este universo que hemos conseguido

por las malas y a veces por las buenas.
¿Por qué el mundo soñado no es el mismo
que este mundo de muerte a manos llenas?

Mi pesadilla es siempre el optimismo:
me duermo débil, sueño que soy fuerte,
pero el futuro aguarda. Es un abismo.

No me lo digan cuando me despierte.

♪♪♪ascoltando Big Thief – Not -https://www.youtube.com/watch?v=UIcVwH47uxQ

5 settembre 2025

La tisana Realtà


La tisana Realtà non è buona ma è necessaria (e zucchero q.b.)

 

*** 

 L’esperimento

 

il mio esperimento più recente
non è stato inventare tisane
con undici erbe miracolose
né dare una tinta insolita
ai muri pallidi della cucina,
non ho variato percorso
per andare al mercato dei fiori
né ho cambiato taglio di capelli
– non sia mai, ci ho messo cinquant’anni
ad accettarmi così come sono –
no, l’ultimo mio esperimento
è stato guardare bene in faccia
una verità che non sorrideva.
Sono sopravvissuta. Sto ancora
cercando alcuni dei miei pezzi,
ma sono certa di essere viva

Irene Marchi, da Dimmi come stai, Cicorivolta Editore, 2022

 𝅘𝅥𝅰 ascoltando Joni Mitchell - Both Sides Now - https://www.youtube.com/watch?v=hw4Gwzh9Jcc

9 maggio 2023

Vite parallele

 

Ti capita mai di perderti in un’altra versione della realtà?

L’altra versione

L’altra versione è quella che scrivo nei sogni,
una voce che trattiene le parole
ripetendole
come un verso di Robert Desnos:
HO TANTO SOGNATO CON TE CHE PERDI LA TUA REALTÀ.

L’altra versione sei tu, furtiva,
quando i tuoi giorni mi passano accanto senza fermarsi,
quando il vento sparge
i tuoi capelli sulla mia memoria.

***

La otra versión

La otra versión es la que escribo en sueños,
una voz que la letra retiene
repitiéndola
como una línea de Robert Desnos:
TANTO SOÑÉ CONTIGO QUE PIERDES TU REALIDAD.

La otra versión eres tú, sigilosa,
cuando tus días pasan de largo a mi lado,
cuando el viento derrama
tu cabellera sobre mi memoria.

Pedro Lastra (Quillota, 1932), fonte:
https://revistasinvestigacion.unmsm.edu.pe/index.php/letras/article/view/8191/7143 

 
°ascoltando August Wilhelmsson – Dreams of Another Reality –
 https://www.youtube.com/watch?v=CXrtNFvTjCM

 


22 luglio 2022

Niente paura!

 


(A modo tuo, continua a ballare)

 

Rassicurazione

avere la testa tra le nuvole
mi ha salvato tante, tante volte
dal cadere male nella realtà
mi ha insegnato a respirare,
a parlare e ora riconosco
chi ha fili leggeri di nuvola
tra i capelli. A chi riderella
o ci dà per spacciati dico – seria –
su, state tranquilli, a modo nostro
sappiamo camminare sulla terra
perché siamo in mezzo alla nebbia, sì,
ma ci vediamo benissimo

Irene Marchi, da Dimmi come stai, Cicorivolta Editore, 2022

°ascoltando  Canzoniere Grecanico Salentino – Nu te fermare – https://www.youtube.com/watch?v=E-IfNJyxA8w

 

10 gennaio 2022

Questione di navigatori

 


Ti succede mai di avvertire un dolore, ma di non capire esattamente in quale parte del corpo stia quel dolore? Ti capita mai di sentirti più sbagliat* del solito?

...e di maledire il tuo navigatore satellitare?
(Ricalcola…)

***

Mi fa male la realtà
sale in nebbiose volute
fino alla gola
dove forma uno stagno
nascosto nel fitto
e suoni di nostalgia
chiamano forte mamma
in un’altra lingua
geroglifico ignoto
a cui nessuno può rispondere,
sta scritto nei sassi sul fondo
nelle erbe volteggianti, nei disegni
sulla pelle dei pesci, sta
scritto vieni a prendermi, per mano
dimmelo che ho sbagliato tutto,
direzione
orientamento, pianeta.

Chandra Livia Candiani, da Testimoni glaciali, in La domanda della sete 2016-2020, Einaudi, 2020

 

ascoltando Talking Heads – Road to Nowhere https://www.youtube.com/watch?v=LQiOA7euaYA


2 dicembre 2021

Stelle e fango

 

Sono molto d’accordo con questa definizione data alla (indefinibile) poesia.
Tu che ne pensi?

***

La poesia non ha bisogno
della prima pagina dei quotidiani,
né di battiti di mani: non è il sogno
della cronaca. Preferisce radure,
vecchi campanili e marine.
La poesia è una baraccopoli
nella quale cadono le stelle
e nessuno ci fa caso.

Dante Maffia (Roseto Capo Spulico, 1946), da Al macero dell’invisibile, Passigli, 2006

 


2 febbraio 2021

Esercizi di stile

 


Lo scrittore francese Raymond Queneau, in Exercices de style (Esercizi di stile,  pubblicati in prima edizione nel 1947),  scrisse novantanove versioni stilistiche differenti di uno stesso semplice episodio di vita quotidiana. Uno stesso fatto viene quindi rivisitato in novantanove modi differenti, ma l’episodio raccontato è comunque sempre lo stesso.

E questo, in fondo, non succede anche a noi, qualche volta? Non ti capita mai, infatti, di raccontarti  in modo diverso – va bene, sì, non proprio in novantanove modi diversi – un fatto che ti riguarda e che proprio non ti piace ma, comunque tu lo rigiri e te lo racconti, quel fatto rimane sempre tale e quale? A me sì, è capitato: nonostante l’esercizio di stile, determinati fatti non sono cambiati per nulla…

Notazioni

   Sulla S, in un’ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: «Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito». Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché.

Metaforicamente

  Nel cuore del giorno, gettato in un mucchio di sardine passeggere d’un coleottero dalla grossa corazza biancastra, un pollastro dal gran collo spiumato, di colpo arringò la più placida di quelle, e il suo linguaggio si librò nell’aria, umido di protesta. Poi, attirato da un vuoto, il volatile vi si precipitò. In un triste deserto urbano lo rividi il giorno stesso, che si faceva smoccicar l’arroganza da un qualunque bottone.

      

Modern Style

    Okey baby, se vuoi proprio saperlo. Mezzogiorno, autobus, in mezzo a una banda di rammolliti. Il più rammollito, una specie di suonato con un collo da strangolare con la cordicella che aveva intorno alla berretta. Un floscio incapace anche di fare il palo, che nel pigia-pigia, invece di dar di gomito e di tacco come un duro, piagnucola sul muso a un altro duro che dava di acceleratore sui suoi scarpini – tipi da colpire subito sotto la cintura e poi via, nel bidone della spazzatura. Baby, ti ho abituata male, ma ci sono anche ometti di questo tipo, beata te che non lo sai.
     Okey, il nostro fiuta l’uppercut e si butta a sbavare su un posto per mutilati, perché un altro rammollito se l’era filata come se arrivasse la Madama.
    Finis. Lo rivedo due ore dopo, mentre io tenevo duro sulla bagnarola, e che ti fa il paraplegico? Si fa mettere le mani addosso da un floscio della sua razza, che gli fiata sulla balconata una storia di bottoni su e giù che sembrava Novella Duemila.

 

Versi liberi

      L’autobus
      pieno
      il cuore
      vuoto
      il collo
      lungo
      il nastro
      a treccia
      i piedi
      piatti
      piatti e appiattiti
      il posto
      vuoto
      e l’inatteso incontro alla stazione dai mille fuochi spenti
      di quel cuore, di quel collo, di quel nastro, di quei piedi,
      di quel posto vuoto
      e di quel
      bottone.

Raymond Queneau (Le Havre, 1903-1976), da Esercizi di stile, traduzione di Umberto Eco, Einaudi

°ascoltando  Led Zeppelin – The Song Remains the Same https://www.youtube.com/watch?v=dRnKvXqti6M

 

17 gennaio 2021

Giuste o sbagliate?

 

Ti fidi delle tue percezioni?

***

Il giardino

Noi andavamo leggeri
in una notte d’estate
per un fresco giardino?
La tua mano
ho sfiorato o una foglia?
La tua bocca ho baciato
o un frutto umido e dolce?
La tua mano mi salutò tra le piante
o era falce di luna
che tramontava lontano?

Lalla Romano (Demonte [Cuneo], 1906-2001), da Fiore, in Lalla Romano – Opere, vol. 1 (I Meridiani, Mondadori)

°ascoltando Kaki King – Doing the Wrong Thing https://www.youtube.com/watch?v=4PaWKB1ubqc