31 marzo 2021

Avere cura


In questo momento della tua vita, c’è una parola che senti di dover curare?

***

 

Curare una parola che sta male.
Se zoppica fasciare la zampetta.
Non aver fretta di farla volare.
E nell’attesa darle da mangiare.

Andrea Bajani, da Promemoria, Einaudi, 2017

°ascoltando YES – Everydays https://www.youtube.com/watch?v=G2DQua8h82M


29 marzo 2021

Come procede l’esperimento?

 

Sei consapevole dei tuoi esperimenti (hai idea del risultato che vorresti ottenere)?

***

 

O forse sono cavie,
queste poesie che scrivo,
per qualche esperimento concepite,
che tuttavia non so.

Non so perché si formano,
eppure mi affeziono e le chiamo per nome,
topolini vivissimi, allarmati
da che?

Valerio Magrelli, da Le cavie – Poesie 1980-2018, Einaudi, 2018

°ascoltando Tom Lehrer – The Elements https://www.youtube.com/watch?v=zGM-wSKFBpo


28 marzo 2021

Allenare la memoria


Quali sono per te  le “cose importanti” da ricordare?

***

E così ancora una volta

E così ancora una volta trovo la strada
per la sua porta buia dove sempre paziente lei
accanto all’arco che conduce dentro
il suo giardino dal vicolo nascosto
attende dietro la sua lampada silvana

E dove sei stato finora mi chiede
sorridendo, ti eri perso ancora?
Ormai dovresti aver imparato
a ricordare le cose importanti.
Importanti? Me, ovviamente, sussurra

Gray Sutherland (1948, Inghilterra), traduzione di Chiara de Luca (fonte: http://poesia.blog.rainews.it/)

***

And so once more

And so once more I find my way
to her dark door where ever patient she
close by the arch that leads into
her garden from the hidden alleyway
stands waiting beneath her sylvan lamp

So what have you been up to this
Time smiling she asks, getting lost again?
By now you really should have learned
To keep important things in mind.
Important? Me, of course, she breathes

° ascoltando Russian Circles – Memoriam https://www.youtube.com/watch?v=7Kcr8NptPeQ

 

27 marzo 2021

Le porte!


Le porte chiuse ti orientano di più verso le utopie o verso le apocalissi?

***

Dicono tutti:
“Ah, la voluttà del proibito!”
Io non capisco.
Io non ho mai cercato che il permesso,
le porte aperte,
le stanze calde,
e come arrivare alla sala del trono.

Io sempre in prima fila
quando c’è da sperare,
sempre in ammirazione
per chi fa qualche cosa,
forse, mi dico,
mi prenderà con sé,
poi son delusa a morte e mi ubriaco
di utopie e apocalissi.

Per fortuna gli altri non lo sanno,
i cari altri
che tutto possono,
da cui tutto dipende:
io sono peggio del cucciolo che sbrana
il cuscino, la cuccia
se lo lasciano a casa,
io sbrano anche me stessa.

Anna Maria Carpi, da Compagni corpi, 2004

 

° ascoltando Pentangle – Open the door https://www.youtube.com/watch?v=7mnBwg2r0d4


La tua canzone


Sei in armonia con la tua canzone?

***

Manipura chakra

Una canzone non viene dai polmoni
né da gola, bocca, mente bensì
da ben più giù, da quel nascondiglio dove
si sfiorano stomaco e spina dorsale, dove
a tempo con il pulsare del sangue
l’antico sordo mormorio comincia
e si leva, trasformando il respiro
in feroce desiderio

***
Manipura chakra

A song does not come from the lungs
Nor from the throat, the mouth, the mind
But from far below, in that hidden place
Where spine and stomach touch and where
In time with the pulse of the blood
The old dull murmuring begins
And rises, transforming breath
Into fiery login

Gray Sutherland (1948, Inghilterra), traduzione di Chiara de Luca (fonte: http://poesia.blog.rainews.it/)

    °ascoltando Josh Groban – You Raise Me Up https://www.youtube.com/watch?v=aJxrX42WcjQ


24 marzo 2021

Presenti!

 

Come ti ha lasciat* l’ultima tempesta che hai attraversato?
(Probabilmente  ti ha res* anche  un po’ più forte).

***

 

Scena di tempesta

I primi lampi ruppero
la placidezza oscura della notte.
Eran lontani ed alle orecchie appena
arrivavano i tuoni.

I lampi che seguirono lasciarono
occultate le stelle ed occhi neri
e i tuoni fracassarono le orecchie,
e la grandine i petti.

Mugghiava il vento. Quando la tempesta
fu finita, qualcuno, sotto il cielo
terso, asciugava lacrime dal viso,
ferito, sordo e cieco.

Antonio Carvajal Milena (Albolote, 1943), fonte  https://www.casadellapoesia.org/, traduzione di Rosario Trovato

°ascoltando Strawbs – Stormy Down https://www.youtube.com/watch?v=n3sY-xX4jmg

 

23 marzo 2021

“Piccola luce”



Il pensiero inutile del giorno è che “Piccola luce” sarebbe un bel nome  per una – piccola –  barca di legno; il pensiero molto meno inutile sta nella poesia qui sotto.

***

In ogni poesia
splende una piccola lampada
nella stanza e nello spazio
per terra e per mare
negli uomini e negli animali
in ogni cosa creata
dalla natura o da mano umana
c’è una poesia
che splende come una lampada.

Se cerchi abbastanza a lungo
potrai trovare una lampada
persino nel tuo buio più profondo.

Maria Wine, pseudonimo di Karla Maria Petersen (Copenhagen, 1912 –2003)

°ascoltando The Kingston Trio – Little Light https://www.youtube.com/watch?v=nX_8CXLzT24&t=34s

22 marzo 2021

Non m’incanti più

 

Hai aspettato. E ancora aspettato. Sperando che quel muro ti parlasse. Poi hai finalmente capito: un muro rimane un muro. (Smettiamola di parlare ai muri).

***

Un muro non sorride

Se un sorriso ancora m’incanterà
sarà quello dell’ortensia azzurra
in un giorno di fine estate
o quello del gatto che si finge mio padre,
forse anche quello del verdissimo bruco
che si nutre delle mie piante
– non conosce altro modo di vivere –

se un sorriso ancora m’incanterà
non sarà quello disegnato su un muro:
per quanto sia efficace il trompe-l’œil,
mancherà sempre di profondità.

Irene Marchi, da Dimmi come stai, Cicorivolta Editore, 2022

°ascoltando The Who – Won’t Get Fooled Again  https://www.youtube.com/watch?v=_NzLs-xSss0


21 marzo 2021

Benvenut*!



Vittoria (anzi, VittoRina), la mia nonna paterna, quando faceva il pane  mi diceva sempre che mentre si impasta bisogna sorridere, così il pane viene meglio. Sarà vero? Non lo so, ma per l’ospite che verrà a pranzo da noi, il pane fatto con le nostre mani sarà comunque perfetto assieme al sorriso con cui lo faremo sentire a casa.

***

Imparo a guardare
a imprestare lo sguardo
a chi ha urgenza di tana
imparo a ospitare.
Custodisco con cura le parole
poi le silenzio per il suono
di un’altra lingua
per questo sentire nostro
acuto e pugnalante
che non attenua gli urti
lascia il male così com’è
e accoglie tutte le ferite
come cani randagi
con improvvisate ciotole d’acqua
e parole poche smarrite
maldestre. Mani grandi
sorrisi abitabili.
Vivere è ospitare.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete, Einaudi, 2020

°ascoltando Queen – Friends Will Be Friends https://www.youtube.com/watch?v=0AIlz08fZos&t=9s


20 marzo 2021

Riconoscere i pesi

 


 

Il nome delle cose

Se vola una piuma e il petalo
sfuggito alla sua rosa
anche tu volerai
volerò anch’io:
dopo tanto tempo ho capito
quale nome dare al peso
buio
in fondo alla memoria.

Dare il nome a ogni cosa
è la prima lezione di volo.

Irene Marchi, da Dimmi come stai, Cicorivolta Editore, 2022

° ascoltando Dire Straits-Why Worry https://www.youtube.com/watch?v=_03uXQiz6eY


19 marzo 2021

Amore di vento

 

Hai mai avuto una storia d’amore con il vento?

***

Il vento e io

Il vento moriva di tedio
perché gli piaceva cantare
ma non aveva nessuna parola per la sua voce,
ogni volta più vuota…
Tentai allora di comporgli una canzone
così striminzita come la mia vita
e con avventure sorprendenti che inventavo al momento
come quella che da bambino mi rubarono gli zingari
e finii a vagare senza patria, senza famiglia, senza niente in questo vasto mondo…
Ma il vento, per questo,
ora, mi considera come lui…
E mi dedica un amore solidale, profondo!

Mario Quintana (Brasile, 1906 – 1994), da Velório sem Defunto, 1990, traduzione di Emilio Capaccio

***

O vento e eu

O vento morria de tédio
porque apenas gostava de cantar
mas não tinha letra alguma para a sua própria voz,
cada vez mais vazia…
Tentei então compor-lhe uma canção
tão comprida como a minha vida
e com aventuras espantosas que eu inventava de súbito,
como aquela em que menino eu fui roubado pelos ciganos
e fiquei vagando sem pátria, sem família, sem nada neste vasto mundo…
Mas o vento, por isso,
me julga agora como ele…
E me dedica um amor solidário, profundo!

°ascoltando King Crimson – I Talk To The Wind https://www.youtube.com/watch?v=UlKrH07au6E


18 marzo 2021

Ombrelli color pioggia

 



Invisibile

Ho sempre scelto ombrelli grigiazzurri:
se mi mimetizzo, pensavo, la pioggia
mi parlerà come parla al suo cielo
e forse potremmo essere amiche.
L’invisibilità è un abito
che ti veste dentro, così le emozioni
sono addomesticate, ma il corpo
– è una legge fisica – riflette comunque
la luce. Mi chiedi se alla fine
ho ingannato  la pioggia… ti risponderò,
però vòltati, io sono da questa parte!

Irene Marchi, da Dimmi come stai, Cicorivolta Edizioni, 2022

°ascoltando Ivano Fossati –  Invisibile https://www.youtube.com/watch?v=3_wmSZF5CLc


17 marzo 2021

Nella lista delle cose da fare: guardare il cielo

 



Che tu creda in un dio oppure no (e, se ci credi,  qualunque nome abbia questo tuo dio) ti sarà capitato almeno una volta di guardare il cielo per cercare un aiuto. Io voglio farlo più spesso, se non altro perché il cielo è bello, e sperare, dicono, fa sempre bene.

***

Pregare è indicare,
come fanno gli alberi
come le onde e gli orizzonti
come un sorriso,
È stare seduti su una seggiolina serale
sulla soglia impagliata dei sogni
e dei desideri, e arriva la brezza
che spezza i collari angusti
delle generalità e dell’immaginazione
avara, e trasporta in una terra
annuvolata vuota di parole,
precaria. Lì stai vacillante su un piede
solo, raminga percorri un filo libero
senza ancoraggi e ti ritrovi
in nessun paradiso ma nella meraviglia
dell’assenza di opinioni e di misure.
Pregare è salpare.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete, Einaudi, 2020

 

°ascoltando  Lou Rhodes – One Good Thing https://www.youtube.com/watch?v=2APhnA695yY


16 marzo 2021

“Cantami, o Diva…”



Qual è la musa della tua creatività?

***

 

Dovrò dare una paghetta alla mia musa,
perché non smetta mai di amusarmi.
Se non mi amusa più che scusa trovo
per le mie commediole e pei miei drammi?

Patrizia Cavalli, da In questa chiara confusione, in Vita meravigliosa, Einaudi, 2020

°ascoltando Joe Satriani – Mind Storm https://www.youtube.com/watch?v=sRDY3xHMoKc


 

15 marzo 2021

Fragili e forti (?)

 

Sarà vero che la fragilità nasconde una forza? (Speriamo di sì.)

***

 

Dentro il fiume
non essere risoluti
balbettare e inciampare
lasciare l’adozione terrestre
senza alleanze navigare
faccia al cielo
il corpo battello.
Lasciarsi guardare
dalle luci celesti,
la franchezza della paura
è un nadir
che cura i polsi
e regola le direzioni.
Se ti senti frantumabile
hai un punto di forza
da cui sentire.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete, Einaudi, 2020

°ascoltando Fabrizio de André – Amico fragile https://www.youtube.com/watch?v=5mkNp_iozh4


14 marzo 2021

Anche ballare

 

Olio su tela di Rafel Bestard,
da https://www.instagram.com/rafelbestard_painting/


Tutto è possibile di domenica.
Anche ballare, per esempio.

***

Tutto è possibile la domenica: una qualsiasi sorpresa,
un’auto con amici fuggiti da un umido camping alpestre,
uno scroscio, uno screzio, una chiamata inattesa.
Sono deserte le scatole delle finestre,
dormono le qualità, le analogie, le diatrìbe,
dormono la pecoraggine e la villanìa dei profeti,
e le colombine tornate dai balli. Ma tutto è possibile:
una fiammata di ebbrezza, uno scherzo al telefono,
la morte di un giallo uccellino ucciso dal freddo,
il passaggio di una nuvolaglia di crespo esequiale,
l’arrivo di un pittore barbuto da Praga. Tutto è possibile.
L’architettura maldestra del vuoto domenicale
si scompiglia e si amàlgama come il mercurio.
Accada dunque qualcosa, perché la noia verde-malva
non accartocci il castello del cosmo in un disperato tugurio.

Angelo Maria Ripellino (Palermo, 1923 – Roma, 1978), da Poesie – 1952-1978, Einaudi, Torino, 1990

°ascoltando (dal film “Zorba il Greco”) Syrtaki (Zorba’s dance) – musica di Mikis Theodorakis https://www.youtube.com/watch?v=4UV6HVMRmdk


12 marzo 2021

Definisci “bellezza”

 



Bellezza

Limpida,
l’acqua che scorre tra i sassi e il muschio
lambendo meandri e felci.
Impetuoso,
il fiume che precipita in cascate
sul palato della terra assetata.
Torrenziale,
la pioggia che spegne le braci della morte.
Pura,
la vita ostinata e piccina
al riparo sotto il manto di neve.

Carmen Yañez, da Senza Ritorno, Guanda Editore, 2020

°ascoltando Josephine Foster – Little Life https://www.youtube.com/watch?v=iNewbeHiaW0


10 marzo 2021

Andar per mare

 



Mar d’Amore

Tu non badare alla rima stanca
e cercalo il tuo mare d’amore:
dev’esserci per tutti, sotto questo
cielo oppure oltre l’orizzonte,
quel mare promesso, dove bagnarsi
senza paura di andare a fondo

Irene Marchi, da Dimmi come stai, Cicorivolta Editore, 2022

°ascoltando Ludovico Einaudi – Le onde https://www.youtube.com/watch?v=3u-IMopPBa8

 

9 marzo 2021

Mi presti quella scala?

 



Testamento

Vi lascio una scala
traballante
incompiuta
con qualche scalino rotto
alcuni marci
e più di uno
intero.
Riparatela
mettetela in piedi
saliteci sopra
salite
fino a toccare la luce.

Claribel Alegría (Nicaragua, 1924-2018), da Voci, traduzione di Zingonia Zingone e Marina Benedetto

***

Testamento

Les dejo una escalera
tambaleante
inconclusa
tiene peldaños rotos
otros están podridos
y más de alguno
entero.
Repárenla
elévenla
suban por ella
suban
hasta tocar la luz.

°ascoltando Led Zeppelin – Stairway To Heaven https://www.youtube.com/watch?v=QkF3oxziUI4


7 marzo 2021

Non chiede nulla

 


Nobiltà

La poesia è pallida e nobile.
Non cambia niente, non incurva colline, non
dà un solo frutto rosso, non
fa rumore di chi strappa
un pezzo di pane per offrire
un pezzo di pane.
Si rannicchia in un angolo e
non si lamenta.
Vive in tutto ciò che si innalza
all’aria e al nascere.
Non chiede nemmeno una visita.
Le basta quel che non è successo.

Juan Gelman (Buenos Aires, 1930-2014),  da L’anima dei poeti

***

Noblezas

El poema es pálido y noble.
No cambia nada, no curva colinas, no
da una sola fruta roja, ni
hace el ruido de quien arranca
un pedazo de pan para dar
un pedazo de pan.
Se acuclilla en un rincón y
no se queja.
Vive en todo lo que se alza
al aire y de nacer.
Ni pide que lo visiten.
Le basta con lo que no sucedió

 °ascoltando Yann Tiersen – I’ve Never Been There https://www.youtube.com/watch?v=E5NKkXPCi80




5 marzo 2021

Economia versus poesia (si accettano scommesse)

 



Economia

Ora parlano i numeri,
c’è poco da scherzare.
Questa specie di orario ferroviario
racconta di convogli che vanno
lontano. Anche blindati,
all’occorrenza, perciò
mettiti da una parte
e salutando con la mano sorridi
mentre passano.
Adesso Sheherazade non può più nulla.

Valerio Magrelli, da La vicevita – Treni e viaggi in treno, Einaudi, 2019

°ascoltando Radiohead – The Numbers https://www.youtube.com/watch?v=zmo-11Bc0XM


3 marzo 2021

Senza frontiere

 


(Le nuvole non conoscono le frontiere)

***

 

Frontiere di paglia

 

La terra non sa di avere limiti.
La terra sa che nel muoversi
inghiotte il tempo nello spazio
ignorando le frontiere.
Si obnubila quando i venti la spazzano
non sa più dove inizia e finisce.
È felice di essere rotonda e nuotare
mentre le nubi cancellano le immaginarie
      linee che gli uomini inventarono
      per la guerra.

Carmen Yañez, da Senza  Ritorno, Guanda Editore, 2020

 

°ascoltando Buffy Sainte Marie – Universal Soldier https://www.youtube.com/watch?v=zYEsFQ_gt7c


2 marzo 2021

Le cose perse

 

C’è qualcosa che hai perso e che vorresti assolutamente ritrovare?

***

E dove l’ho persa la poesia, dove?

Mentre infilavo l’ago
o tra il cumino e il merquén?*
Sentiamo, dove avevo la testa?
Cucivo o cucinavo?
Dove ho messo le pause, dove?
I sussurri, i lamenti?
Dove palpita il suo vigore?
E le interiezioni?
C’erano per caso malori in mezzo?
Una ferita?
Mortale sarebbe se avesse scelto lo scarico per suicidarsi.
Ci mancava solo questo,
accidenti alla mia poesiola incompiuta.
E incompiuta è già dir tanto,
non arriva neppure al primo verso, manco
all’intenzione, al titolo.
Non ha né capo né coda,
non esiste ancora la terra per plasmarla
né fuoco acceso per cucinarla
né ago e ditale per ricucirla.
Accidenti a quella cocciuta di donna metafora!
Quale doppio fine nascondi?
Le parole non vogliono venire alla luce e nude
nell’ombra si godono l’ellissi.
Accidenti alla repubblica senile dell’oblio!

*miscela rossa di pepe secco affumicato unito ad altre spezie,molto popolare nella cucina tradizionale mapuche (N.d.T.)

Carmen Yanez, da Senza ritorno, Guanda Editore, Quaderni della Fenice, 2020, traduzione di Roberta Bovaia


°ascoltando Jamie Cullum – The Place Where The Lost Things Go https://www.youtube.com/watch?v=HYGQdE87xTE